La Campania cambia registro sui tamponi e fa come il Veneto: finora se ne facevano pochi, adesso invece partirà lo screening di massa. La Regione ha acquistato un milione di kit per il test rapido, del tipo "Antibody Determination Kit", già sperimentato in Cina. Sono oltre 3mila i tamponi fatti in Campania finora per diagnosticare la positività al Coronavirus da quando è iniziata l'epidemia. Eseguiti quasi esclusivamente all'Ospedale Cotugno di Napoli all'inizio, dalla scorsa settimana sono stati attrezzati per la diagnosi anche altri ospedali come il Moscati di Avellino, il San Paolo di Napoli e il Ruggi d'Aragona di Salerno. Numeri contenuti rispetto agli oltre 40mila tamponi effettuati in Lombardia o ai 30mila del Veneto. Sui quasi 3.500 tamponi eseguiti in Campania, i positivi sono554, secondo i dati della Protezione Civile aggiornati a martedì 17 marzo 2020, con un picco soprattutto nella provincia di Napoli, che ne conta 281, di cui 167 nella città capoluogo.

Basso in Campania, secondo i dati di inizio settimana, anche il numero dei ricoverati (95), dei pazienti in terapia intensiva (22) e dei morti (9) rispetto alle altre regioni. Mentre molto superiore al numero dei positivi è quello delle persone in isolamento, che si trovano in quarantena preventiva a casa, dopo aver segnalato i sintomi al 118 o ai numeri verdi. Cosa succederà con l'arrivo dei nuovi kit rapidi?

I kit rapidi serviranno a monitorare

Il nuovo kit rapido che sta per arrivare in Campania consiste in un test veloce per l'analisi delle immunoglobuline M presenti nel sangue, per conoscere se ci sono i segnali di un'infezione. Si tratta di un test, spiegano dal Cotugno di Napoli, molto utile per monitorare l'andamento dell'infezione da Coronavirus, ma l'unico metodo diagnostico ufficiale riconosciuto a livello ministeriale continua ad essere il tampone, con la diagnosi molecolare. Il kit rapido, insomma, servirà a chi è già stato diagnosticato la positività al Coronavirus per sapere se è guarito. I centri di analisi per i tamponi, come il Cotugno, continueranno quindi ad operare e a fini statistici faranno fede solo i loro dati.

A chi viene fatto il tampone in Campania

I tamponi non vengono fatti a tutti. I macchinari riescono ad eseguirne una sessantina alla volta e necessitano di 3-4 ore per avere i risultati. Impossibile poi esaudire tutte le richieste che sono maggiori rispetto ai tamponi eseguiti. Viene operata quindi una scelta. I criteri sono quelli del contatto stretto con un altra persona che è risultata positiva e la presenza di sintomi compatibili con il Coronavirus: febbre, tosse e soprattutto difficoltà a respirare. Queste informazioni vengono raccolte nei centri dove vengono fatte le domande di Triage.

Chi può chiedere il tampone

Ci sono due strade. La prima parte dall'Asl di appartenenza. Quando arriva la notifica di positività di un paziente l'Asl avvia un'indagine epidemiologica. Si chiede quindi alla persona contagiata con chi è stata in contatto negli ultimi 14 giorni, chi sono i colleghi di lavoro e sulla base di questo vengono fatti i tamponi per individuare eventuali cluster, cioè raggruppamenti di casi positivi nello spazio e nel tempo. La seconda strada, invece, può partire direttamente dalla persona che ritiene di avere i sintomi del Coronavirus e di essere stata in contatto con chi ce l'ha.