Da anni la popolazione non si trovava di fronte a una scossa di terremoto così intensa: la terra, questa notte, è tornata a tremare a Pozzuoli, città della provincia di Napoli che sorge sulla caldera dei Campi Flegrei, il supervulcano considerato tra i più pericolosi d'Europa. La prima delle due scosse, precedute da uno sciame sismico tuttora in corso, quella dell'1.17, è stata particolarmente rilevante e intensa: magnitudo 2.8 della scala Richter, a una profondità esigua di 2 chilometri. Secondo Francesca Bianco, direttrice dell'Osservatorio Vesuviano dell'Instituto nazionale di geofisica e vulcanologia, si tratta della scossa più forte registrata nell'area dei Campi Flegrei dal 2006 ad oggi, ovvero da quando è stata acclarata la ripresa del fenomeno bradisismico.

"Se questo sciame avrà una significatività nel cambio di stato del vulcano non sembra al momento un fenomeno molto più anomalo degli altri che abbiamo registrato. Siamo in una fase bradisismica e che ci sia un evento di magnitudo 2.8 purtroppo ci può stare. Se dovesse cambiare lo scenario, cioè se dovessero cambiare altri parametri, si faranno le dovute valutazioni, ma al momento è un evento che ha una magnitudo di poco superiore rispetto alla massima registrata di 2.5 e non sembra essere un dato particolarmente allarmante" ha spiegato la direttrice Francesca Bianco all'Adnkronos. Nella notte, a poca distanza dalla prima, si è verificata anche una seconda scossa di terremoto, più lieve, di magnitudo 1.5 della scala Richter. Entrambe le scosse, che come epicentro hanno avuto la zona di Pisciarelli, tra Pozzuoli e Agnano, sono state distintamente avvertite dalla cittadinanza.