Vandalizzata la panchina di Tiziana Cantone che si trova in piazzetta Augusteo a Napoli. Lo ha denunciato la madre della ragazza, suicidatasi il 13 settembre 2016 a Mugnano di Napoli dopo che alcuni suoi video privati erano finiti in Rete. La memoria della giovane è portata avanti dalla madre, Maria Teresa Giglio, che da allora combatte una battaglia contro il fenomeno del "revenge porn", letteralmente "porno di vendetta", una pratica che consiste nel diffondere immagini e video pornografiche dei propri ex compagni o compagne (ma, praticamente sempre, le vittime sono esclusivamente donne) su internet per vendicarsi di loro, della fine di una storia, e via dicendo. La vicenda di Tiziana Cantone, mai completamente chiarite ed in attesa che la giustizia possa rispondere a diverse domande (chi ha diffuso i video, chi vi ha partecipato, eccetera), si è poi conclusa nella maniera più tragica, con la morte della stessa, impiccatasi in casa.

L'ultimo affronto alla sua memoria è stato il vandalismo alla panchina alla sua memoria che si trova in piazzetta Duca d'Aosta, detta anche piazzetta Augusteo perché lì si trova l'omonimo Teatro. A sparire, è stata la targa in ottone, quella sulla quale era stato scritto il "monito" di insegnamento alla società civile proprio per i casi come quello di Tiziana: panchina rossa con annessa targa che era stata installata lo scorso 26 novembre. C'è da dire che il furto, con annesso vandalismo, potrebbe rientrare nei "consueti" furti di ottone, un metallo che può arrivare a costare (a seconda di vari fattori, come purezza, eccetera) anche 6 euro al chilo. "L'ennesima dimostrazione della miseria dell'animo umano", ha commentato Maria Teresa Giglio, la madre di Tiziana Cantone, "ma se sperate di spaventarmi o di ferirmi, ebbene devo ancora una volta ribadire che di voi minuscoli esserini non me ne frega un bel niente e continuerò a lottare nel nome di Tiziana e di tutte quelle che voce non hanno".