“Se venissero a chiedermi scusa, li perdonerei”. Ha risposto così il piccolo Umberto, il ragazzino di 13 anni vittima del branco ai Colli Aminei il 16 maggio scorso, intervistato nel corso della trasmissione Punto Nuovo Sport Show diretta da Umberto Chiariello. Accanto al piccolo Umberto, il papà Nello e l'avvocato Angelo Pisani, che li difende nel processo. Il ragazzo, vittima dell'aggressione, era stato picchiato a calci e testate in faccia, mentre i suoi aggressori lo riprendevano col telefonino. Agli intervistatori che gli chiedevano se i ragazzi avrebbero capito la gravità del gesto e gli avrebbero chiesto scusa, Umberto ha risposto: “Speriamo”. Dopo l'aggressione è partita la rete di solidarietà nei confronti del ragazzo picchiato. Anche i calciatori del Napoli Dries Mertens e Lorenzo Insigne sono intervenuti a suo sostegno.

“L'incontro con Mertens? Bellissimo. Insigne mi ha regalato la maglia”

Umberto, che ha quasi 14 anni, infatti, è un grande appassionato del Calcio e del Napoli, e gioca in una squadra di Chiaiano, come mezzala destra, il 16 maggio fu vittima di un'aggressione del branco nella Pineta dei Colli Aminei a Napoli. “Ci hanno detto che a giugno potremo tornare ad allenarci – dice Umberto – ma non sappiamo quando. Come immagino il ritorno sul campo? Darei un bacio a tutti i miei compagni, perché mi sono mancati tutti e tornerei subito a giocare a calcio e a prendere il pallone che mi è mancato molto”. Poi si commuove nel ricordo dell'incontro con Mertens: “È stato bellissimo. Abbiamo parlato un po' di calcio, di come gioca. Lui è molto affettuoso e simpatico. Poi gli ho chiesto se gli rinnovavano il contratto e lui mi ha risposto di sì”. Tanto affetto anche per Lorenzo Insigne: “Mi ha mandato un video – racconta Umberto – e ha detto: ci aspettiamo al campo e mi ha dato anche la maglietta”.

Il papà Nello: “Fiero di mio figlio”

Molto toccanti anche le parole del papà Nello: “Vado fiero di mio figlio che è sempre stato così. Non mi ha mai dato problemi. È andato sempre bene a scuola. Non ha mai voluto abbandonare la sua passione per il calcio. Fin da quando aveva 5 anni ha sempre voluto giocare”. Per l'avvocato Angelo Pisani, “in questa triste vicenda emergono gli aspetti positivi. Speriamo che episodi del genere non si ripetano più. Umberto è un ragazzo educato, che non ha provocato nessuno. Intelligente e sportivo. Ha tutte le qualità per essere un futuro campione di calcio. Il processo penale farà il suo corso. Noi abbiamo chiesto una punizione esemplare per i ragazzi, perché si salvino anche loro. Dal punto di vista civile chiederemo un risarcimento danni di un milione di euro, cifra simbolica, ma non molto elevata rispetto al trauma e alla violenza dell'episodio che sarà devoluta in beneficenza, perché gli altri genitori educhino i loro figli”.