in foto: Ciro Guarente e Heven invitati al matrimonio di Alessia Cinquegrana (Facebook).

"Se avessi anche lontanamente sospettato che Ciro era un assassino non gli avrei certo permesso di partecipare alla giornata in cui ho coronato il sogno della mia vita". È sconvolta Alessia Cinquegrana, la prima trans italiana a sposare il proprio compagno Michele, mentre ricorda al quotidiano "Il Mattino" di quando Ciro Guarente, reo confesso killer di Vincenzo Ruggiero, ha partecipato insieme alla fidanzata Heven al suo matrimonio da favola. Sia alla cerimonia civile, svoltasi presso il municipio di Aversa, che a quella religiosa, a cui è seguita, lo scorso 13 luglio, una grande festa in un famoso ristorante della provincia partenopea, a cui l'omicida era sempre presente.

"Ciro, che noi chiamavamo Ciro-Ciro perché è piccolo e basso, mi è sempre sembrato un ragazzo normale, allegro, socievole – ha continuato Alessia, che sottolinea come nessuno si sia mai accorto di quello che sta emergendo nelle ultime ore. "Dicono che su internet offriva prestazioni sessuali, ma noi di questo non sapevo assolutamente niente". Addirittura, la neo sposa fa ascoltare dei messaggi vocali che l'assassino aveva inviato alla coppia mentre era in viaggio di nozze, quindi quando il delitto di Vincenzo Ruggiero si era già consumato. È proprio al ragazzo, brutalmente ucciso, fatto a pezzi e cementificato, che Alessia rivolge il suo pensiero.

"Vincenzo era un ragazzo dolcissimo, umile. Dio lo accoglierà tra le sue braccia. Io l’ho incontrato tre o quattro volte, ma vedevo che lui era capace di farsi voler bene da tutti", ha continuato. Nel suo giro di amicizie, anche Heven Grimaldi, la transessuale fidanzata di Guarente ma convivente della vittima in un appartamento di Aversa. "Era distrutta – ripete -, aveva bisogno di noi, e per questo era più importante starle vicino. Lo so, gli assassini non portano scritto in faccia quello che hanno fatto, ma accettare che esista veramente il mostro della porta accanto è veramente difficile. Eppure io ne ho avuto uno per amico".