Oltre 200 ricoverati in meno, terapie intensive che si sono svuotate, crollo del numero degli attualmente positivi e quasi 600 guariti al fronte di appena 15 decessi. Sono i dati che emergono dall'analisi dell'andamento della pandemia in Campania per il mese di giugno 2020, forniti dall'Unità di Crisi della Regione Campania e dalla Protezione Civile. La situazione appare confortante anche alla luce del fatto che, come rilevato dalla fondazione Gimbe, la Campania è tra le regioni che effettuano meno tamponi in rapporto alla popolazione; possibilità più basse di scovare eventuali asintomatici, quindi, ma la minore diffusione del virus è evidente per il calo di numero dei ricoverati.

Il picco di contagi tra marzo e aprile

L'inversione di tendenza è cominciata tra il 15 e il 16 maggio, quando il numero dei guariti (2.164) ha superato quello degli attualmente positivi (2.012). Il periodo nero, però, è stato tra la fine di marzo e gli inizi di aprile: il numero più alto di ricoverati in Rianimazione è stato registrato il 23 marzo (181), picco raggiunto nel giro di pochi giorni: il 15 marzo ne erano appena 24. Erano i giorni delle Terapie Intensive strapiene e della paura di non poter accogliere tutti i pazienti in gravi condizioni. Poi la situazione si è normalizzata, fino a scendere sotto le 100 persone il 7 aprile (97) e, gradatamente, fino al completo svuotamento delle Rianimazioni a partire dal 21 giugno (con l'unica eccezione di un ricoverato il 25 giugno).

Attualmente in Campania è attivo il focolaio nelle palazzine ex Cirio di Mondragone; nella cittadina del Casertano negli ultimi giorni è stata scoperta la positività di 75 persone, quasi tutte residenti negli edifici che, da lunedì 22 giugno, è stata proclamata zona rossa (prorogata fino al prossimo 7 luglio).

L'andamento dell'epidemia in Campania a giugno

Tornando sulla secca analisi dei numeri, si vede che negli ospedali campani il 1 giugno erano ricoverati 236 pazienti in degenza ordinaria e 7 in Rianimazione; in isolamento domiciliare c'erano 647 persone e gli attualmente positivi erano 890. Il totale dei contagiati era di 4.809 persone, i guariti 3.504 e i morti 417. I tamponi analizzati a quella data erano 206.834. Il 30 giugno, invece, le persone in degenza ordinaria erano appena 16 (-220) e zero quelle in Terapia Intensiva. In isolamento domiciliare c'erano 173 persone (-474) e gli attualmente positivi erano 189 (-701). I guariti erano 4.078 (+574) e i morti 432 (+15). I tamponi analizzati erano, infine, 285.388 (+78.554).

Il confronto non si può invece fare con il numero dei contagiati, che stando ai dati è diminuito fino a 4.699: impossibile visto che il conteggio riguarda le persone che hanno contratto il virus e non può quindi chiaramente calare. Il problema è dato dall'errato conteggio che ha portato l'11 giugno alla sottrazione di 229 persone, che erano state conteggiate due volte per problemi di comunicazione tra Asl e Regione Campania. Senza contare i contagiati "scomparsi", i contagiati nel mese di giugno sarebbero 119.

La situazione del coronavirus in Campania oggi

In base agli ultimi dati disponibili, diffusi ieri 2 luglio e fermi alla mezzanotte precedente, in Campania le persone ricoverate sono 15 (-1), zero in Terapia Intensiva, 175 (+2) in isolamento domiciliare e 190 (-1) gli attualmente positivi; i guariti sono 4.080 (+2) e i deceduti 432, per un totale dei contagiati dall'inizio dell'epidemia di 4.702 persone (+3).

Malgrado i risultati suggeriscano che la fase più acuta sia passata, i medici raccomandano di mantenere alta la situazione per evitare che una eccessiva lassitudine possa riaccendere il contagio. A Fanpage.it Francesco Faella, infettivologo che è stato richiamato in servizio per coordinare il reparto Covid del Loreto Mare, ha ribadito che il virus c'è ancora, e che in questa fase è ancora più importante rispettare le norme anti contagio.