I carabinieri hanno arrestato il 24enne napoletano Enrico La Salvia, ritenuto affiliato al clan Sequino del Rione Sanità, per l'agguato davanti alla cornetteria dei Colli Aminei, a Napoli, in cui fu ucciso Antonio Bottone, 28 anni, e rimase ferito Daniele Pandolfi, oggi 24 anni: secondo le indagini a sparare sarebbe stato proprio "Ze Pequeno", come era conosciuto La Salvia negli ambienti della camorra: come il personaggio del film City of God, lo "Zepechegno" napoletano sarebbe, secondo le indagini, uno dei soldati di una guerra tra narcotrafficanti, combattuta non tra le favelas brasiliane ma nel centro di Napoli e tra i clan Vastarella e Sequino.

L'ordinanza di custodia cautelare, emessa dal gip di Napoli su richiesta della Dda, è stata eseguita nella mattinata di oggi, 18 febbraio, dai militari del Nucleo Investigativo di Napoli; il ragazzo, che all'epoca dei fatti aveva solo 21 anni, è ritenuto gravemente indiziato, in concorso con altri, del reato di omicidio aggravato dalla finalità mafiosa. L'agguato avvenne la sera del 6 novembre 2016; il raid è stato ricostruito anche grazie alle dichiarazioni di recenti collaboratori di giustizia, tra cui proprio Pandolfi, che in quell'agguato rimase ferito. Quell'agguato si colloca negli scontri tra i clan Vastarella e Sequino per il controllo degli affari illeciti nel Rione Sanità e nelle zone adiacenti.

Enrico La Salvia è già detenuto: era stato arrestato nel febbraio 2019, in esecuzione dell'ordinanza che aveva portato in manette 32 persone ritenute affiliate al clan Sequino del Rione Sanità. Anche il ragazzo fu vittima di un agguato: era il reale obiettivo dei killer che ferirono Giovanni Sequino, estraneo alle dinamiche di camorra. Per quell'agguato sono stati arrestati tre affiliati ai Vastarella, tra cui il figlio del capoclan Patrizio.