Nella sua biografia si definisce "Pizzaman", ma Gino Sorbillo non è solo pizza e la pizza di Sorbillo non è l'unico elemento che ha decretato il successo del pizzaiuolo napoletano più conosciuto. Poco più che quarantenne, erede di una tradizione che ha visto, nel 1935, fondare una pizzeria in via Tribunali, ai Decumani, centro storico di Napoli, Sorbillo è oggi un imprenditore che ha sedi a Milano e New York nonché un'altra pizzeria al Lungomare Caracciolo di Napoli. È un influencer dei social network e i brand se lo contendono: un suo post o una sua foto vale quanto quelli dei grandi chef italiani.

Il merito? Sicuramente di quella pizza sottile, leggera, realizzata con lievito madre, farine di altissima qualità, così come i latticini e i pomodori e il legno di cottura. Ma Sorbillo deve la sua enorme popolarità anche a numerosissime campagne mordi-e-fuggi, realizzate di concerto con il giornalista-politico Francesco Borrelli. Arriva un calciatore nuovo in città? Spunta la pizza di Sorbillo. C'è una campagna referendaria che gli piace? Gino dice Si o no con una pizza. C'è un moto di indignazione per qualcosa? La foto è sempre la stessa: il giovane sorridente con la pizza margherita in mano e la mozzarella che compone una scritta. Anni di questo ‘martellamento' mediatico hanno portato al successo mediatico che poi è deflagrato nelle trasmissioni come La Prova del Cuoco con Antonella Clerici. Gino è giovane, rende benissimo in video, firma autografi come le star.

Ai Tribunali vive "il popolo" napoletano e lui non ha mai fatto mistero di puntare a quel mercato e non a quello vip: dunque niente prenotazioni ai tavoli: chi arriva prima, mangia prima altrimenti occorre attendere anche un'ora fuori. I prezzi sono praticamente da anni gli stessi: sono aumentate le pizze e sono arrivate quelle gourmet, ma da Sorbillo si può ancora mangiare con 10 euro pizza e birra. La sua clientela, enorme, è di beneficio anche all'intera zona: nell'attesa per entrare nella pizzeria la gente consuma l'antipasto, la birra e sono nati numerosi aperibar in zona. Così come all'uscita ci sono bar e pasticcerie pronte a rimpinzare chi volesse un supplemento. L'indotto economico è enorme, così come il giro d'affari da milioni di eur0 e il valore del brand legato alla vera pizza napoletana Stg e patrimonio Unesco. Logico che qualcuno ci mettesse gli occhi sopra.