I carabinieri della Compagnia Centro stanno esaminando le telecamere di sorveglianza del centro per ricostruire il raid che si è consumato ai danni della pizzeria Di Matteo nella notte tra il 24 e il 25 febbraio. Erano circa le 3 quando i responsabili, probabilmente in sella a uno scooter, sono arrivati davanti al civico 94 di via dei Tribunali e hanno aperto il fuoco, mirando verso il basso; 5 fori nella serranda, 9 bossoli trovati a terra e un decimo che è stato scoperto nell'adiacente vico Giganti.

Per quella sparatoria le indagini sono ancora in corso e non si esclude nessuna pista. Tra le ipotesi al vaglio degli investigatori c'è quella del messaggio del racket, prima di una richiesta estorsiva o come punizione per non aver pagato, ma sullo sfondo resta la guerra ormai aperta tra i gruppi criminali che si contendono l'egemonia sulla zona: da una parte la consorteria dei Sibillo e dei Rinaldi, indebolita dall'arresto di Ciro Rinaldi ma con le spalle forti per l'appoggio dei Contini, dall'altro i Perez-Iodice, che dalla loro hanno i Mazzarella e che avrebbero la roccaforte proprio nella zona della sparatoria. Nella stessa strada avevano sparato sabato scorso e, nelle ultime settimane, si erano susseguiti botta e risposta che vedevano come presunto obiettivo personaggi legati di volta in volta ai Perez e ai Sibillo.

I fori nella saracinesca della pizzeria Di Matteo dopo gli spari della scorsa notte.
in foto: I fori nella saracinesca della pizzeria Di Matteo

Ieri mattina, dopo i sopralluoghi in strada e dentro la pizzeria Di Matteo, i carabinieri hanno acquisito le telecamere di sorveglianza, sia quelle dell'attività commerciale sia quelle che si trovano lungo via dei Tribunali. Proprio queste ultime potrebbero rivelarsi fondamentali per le indagini: molto probabilmente hanno ripreso il percorso di chi ha sparato e, pur non permettendone il riconoscimento, potrebbero fornire elementi utili per stabilire da quale zona, e quindi da chi, sia partito l'ordine di fare fuoco contro la storica pizzeria.