Nove (dieci con questo odierno) rimpasti, dei quali 7 nella prima consiliatura, 30 assessori e 3 vice cambiati in 9 anni. Sono i numeri dell'amministrazione de Magistris all'alba del nuovo tagliando alla giunta che il sindaco si appresta a fare, il decimo appunto, col quale gli assessori sostituiti saliranno a quota 34. Chi approda alla "corte arancione" sa bene che la permanenza potrebbe non essere lunga. La durata media del mandato fiduciario, infatti, si aggira attorno ai due-tre anni. Con le “meteore”, Caterina Pace, Daniela Villani e Monia Aliberti, durate rispettivamente 8, 9 e 10 mesi. E la più longeva Annamaria Palmieri, titolare della Scuola dall'inizio del primo mandato del sindaco nel 2011. Addii raramente consensuali, il più delle volte burrascosi e repentini, con lettere al veleno dei fuoriusciti fatte recapitare poche ore prima del siluramento.

La prima squadra del 2011 con i "big" Sodano, Realfonzo, Narducci e D'Angelo

L’ex vice–sindaco Tommaso Sodano
in foto: L’ex vice–sindaco Tommaso Sodano

La prima giunta de Magistris, a giugno 2011, poteva contare su 12 assessori tutti di grande spessore. A capitanare la squadra c'era Tommaso Sodano, vice-sindaco con delega all'Ambiente, grande esperienza da assessore e consigliere provinciale, nonché già senatore della Repubblica con Rifondazione Comunista. A lui si affiancavano il pm di Calciopoli Pino Narducci (Sicurezza), l'economista Riccardo Realfonzo (Bilancio), il “re” delle coop sociali e patròn di Gesco, Sergio D'Angelo (Welfare), il giurista Alberto Lucarelli (Beni Comuni), l'ex sindaco di Melito Bernardino Tuccillo (Patrimonio), l'urbanista Luigi De Falco di Italia Viva, Anna Donati alla Mobilità, Annamaria Palmieri (Scuola), Marco Esposito (Commercio), Antonella Di Nocera (Cultura e Spettacolo) e Pina Tommasielli allo Sport.

Dopo un anno il primo "divorzio": l'addio di Narducci e Realfonzo

Ma giusto un anno dopo arriva il primo rimpasto, con l'uscita di Pino Narducci a giugno 2012, col quale si erano già incrinati i rapporti per alcune delibere del primo cittadino, dal Salva-Maestre agli sgomberi degli abusivi in piazza Garibaldi, e Riccardo Realfonzo, che si dimette con una lettera polemica. Il titolare delle finanze aveva fatto emergere un disavanzo di 750 milioni e premeva per dichiarare il dissesto. Il sindaco, invece, di lì a poco avrebbe ottenuto dal Governo il Salva-Napoli, portando in pre-dissesto il Comune per i successivi 9 anni. Narducci e Realfonzo sono sostituiti da Salvatore Palma al Bilancio, già presidente del collegio dei revisori del Comune, e Enrico Panini al Lavoro, proveniente dalla Cgil e considerato vicino al Pd, all'epoca.

Il 2013 è l'anno della svolta: fuori 8 assessori

Sergio D’Angelo e Luigi De Magistris
in foto: Sergio D’Angelo e Luigi De Magistris

Il 2013 è l'anno della svolta. De Magistris dà vita a ben 2 rimpasti, escono 8 assessori e ne entrano 7. Si parte a gennaio, con la fuoriuscita consensuale di Sergio D'Angelo e Alberto Lucarelli, candidati entrambi alle politiche con la sfortunata esperienza di Rivoluzione Civile di Ingroia. Nessuno dei due sarà eletto. Al loro posto entrano il professore di Architettura Carmine Piscopo ai Beni Comuni, ex compagno di scuola del sindaco, e la giovanissima Alessandra Clemente, figlia di Silvia Ruotolo, vittima innocente della camorra, che prende la delega alla Legalità.

Passano poche mesi e l'ex pm dà luogo a una vera rivoluzione nella giunta. È il terzo rimpasto del 22 maggio 2013. Tuccillo è il primo a subodorare la defenestrazione e anticipa tutti con una lettera polemica di dimissioni. Pochi giorni dopo tocca a De Falco, Esposito, Di Nocera e Donati lasciare, quest'ultima sacrificata sull'altare della Ztl del Mare, contestata fortemente dalle associazioni soprattutto di Posillipo e Chiaia. Sono gli anni della Coppa America e dei progetti di riqualificazione di Bagnoli, proprio su questo punto si consuma la rottura con l'assessore all'Urbanistica Luigi De Falco. Donati, invece, resterà ancora per un po' come consulente del sindaco alla Mobilità a titolo gratuito. Fanno ingresso in giunta, invece, Mario Calabrese, professore di Ingegneria, con la delega di assessore alle Infrastrutture e Lavori pubblici, Nino Daniele alla Cultura e Turismo, Alessandro Fucito al Patrimonio, Francesco Moxedano al Personale e Roberta Gaeta al Welfare. A settembre, invece, sarà il medico Pina Tommasielli ad andarsene dopo le polemiche sul pasticcio delle multe della Ztl cancellate ai parenti, poi chiarito in sede giudiziaria.

Tra il 2014 ancora cambi, de Magistris “sindaco di strada” per un mese

Gli anni successivi non sono meno intensi. Tra il 2014 e il 2015 c'è spazio per la “meteora”, solo per la durata del mandato, Monia Aliberti, assessore alla Comunicazione e al Marketing di Napoli, già responsabile dell'accoglienza di Palazzo Caracciolo. Aliberti (quarto rimpasto) entra in giunta a marzo 2014 e ne esce a gennaio 2015. E' il periodo di de Magistris “sindaco di strada”, sospeso a ottobre 2014 per la Legge Severino, e poi reintegrato dopo un mese. In questo contesto nasce anche l'alleanza con Sel, Sinistra Ecologia e Libertà, all'epoca alleata a livello nazionale col Pd, acerrimo avversario di de Magistris. Proprio grazie al voto di Ciro Borriello, unico consigliere di Sel in assise, passa il bilancio del Comune a settembre. A gennaio Ciro Borriello entra in giunta sostituendo Aliberti (quinto rimpasto). Nello stesso periodo matura l'avvicinamento di Gabriele Mundo, eletto col centrodestra nell'assemblea cittadina, agli arancioni.

Nel 2015 fuori anche il vice Tommaso Sodano, il "cardinale"

Franco Moxedano
in foto: Franco Moxedano

La prima metà del 2015 segna importanti novità. L'assessore al Personale Franco Moxedano viene eletto al consiglio regionale con l'Idv, in alleanza a De Luca, a giugno al suo posto in giunta entra Caterina Pace (sesto rimpasto), ex assessore provinciale dei dipietristi. Ma la grande novità è l'abbandono del vice-sindaco Tommaso Sodano, soprannominato "il cardinale", finito in una querelle giudiziaria. Dopo settimane di discussioni sul passaggio del testimone, de Magistris pesca fuori dal paniere e nomina in giunta Raffaele Del Giudice (settimo rimpasto), amministratore di Asìa, al quale affida anche la delega di vice-sindaco. La permanenza di Pace in giunta, però, dura poco. A febbraio 2016, prima delle elezioni comunali, l'assessora si dimette su indicazioni dell'Idv nazionale, alleata al Pd. La giunta de Magistris da questo momento scende da 12 a 11 assessori.

La seconda consiliatura del 2016

Alle amministrative del 2016 de Magistris trionfa ancora, superando il candidato del centrodestra Gianni Lettieri e del Pd Valeria Valente. La sua giunta parte all'insegna del “Chi vince non si cambia”. Vengono confermati tutti gli assessori uscenti, ma Alessandro Fucito, titolare all'epoca del Patrimonio, non firma l'accettazione della nomina. A luglio sarà eletto presidente del consiglio comunale. L'assessorato al Patrimonio, al centro della bufera per numerose inchieste della Corte dei Conti sulla gestione iniziata già negli anni della Iervolino, viene smembrato e assegnato a due assessori diversi: Piscopo e Borriello. La seconda squadra di de Magistris è così composta da Raffaele Del Giudice, vice-sindaco con delega all'Ambiente, Ciro Borriello (Sport e Cimiteri), Mario Calabrese (Mobilità e Infrastrutture), Alessandra Clemente (Polizia Municipale e Giovani), Nino Daniele (Cultura e Turismo), Roberta Gaeta (Welfare), Salvatore Palma (Bilancio), Annamaria Palmieri (Scuola), Enrico Panini (Lavoro e Commercio), Carmine Piscopo (Urbanistica). A questi si aggiunge a luglio Daniela Villani, militante Dema, alla Qualità della Vita e al mare.

Nel 2017 il rimpasto “politico”, va via Palma

A maggio 2017 arriva l'ottavo rimpasto dell'era de Magistris, il primo della seconda consiliatura. Lasciano la giunta Salvatore Palma, per impegni professionali, e Daniela Villani, che resta come delegata al Mare. La delega al bilancio passa a Panini. Mentre entrano in squadra due avvocatesse, Maria D'Ambrosio, espressione dei Verdi, e Alessandra Sardu, indicata dal gruppo dei "Riformisti democratici" di Mundo, che avrà l'avvocatura, l'informatizzazione, i cimiteri. Le new entry resteranno a San Giacomo appena un anno e mezzo. A ottobre 2018, il sindaco le sostituisce Laura Marmorale (Diritti Civili) e Monica Buonanno (Lavoro), entrambe con esperienza nel terzo settore. La prima è stata assessorino alla III Municipalità ed è espressione anche dei centri sociali come Insurgencia. Enrico Panini viene nominato vice-sindaco, al posto di Del Giudice. È il nono rimpasto, il secondo della seconda consiliatura.

E adesso? Col decimo rimpasto in arrivo, gli assessori cambiati saranno 34

Ma non è finita. Domani alle 11, de Magistris presenterà ufficialmente la nuova squadra di governo. Sarà il decimo rimpasto. Usciranno Nino Daniele, Laura Marmorale, Roberta Gaeta e Mario Calabrese, che si è già dimesso, per fare posto a Elenora De Majo, Luigi Felaco, Rosaria Galiero e Francesca Menna. In Comune sono aperte le scommesse: sarà l'ultimo?