video suggerito
video suggerito
Opinioni
L'arte del pizzaiuolo napoletano patrimonio UNESCO

Carlo Cracco e l’immoralità di una pizza a 20 euro

L’offesa di Carlo Cracco alla pizza, alimento “del popolo” per eccellenza è proporla ad un prezzo da status symbol. Lo chef lasci stare il più popolare tra i piatti napoletani e italiani: proponga nel suo bistrot a Milano a prezzi d’oro altre pietanze, non snaturi l’identità di questo orgoglio nostrano.
7.194 CONDIVISIONI
Immagine
Attiva le notifiche per ricevere gli aggiornamenti su

Carlo Cracco potrà fare la pizza che vuole, come vuole. Non è una pizza margherita napoletana, l'abbiamo già detto e scritto a suo tempo, ma comunque gli riconoscevamo (ovviamente) il diritto di presentare ciò che voleva ai suoi clienti.

Sul prezzo no, sul prezzo forse è giusto fare un ragionamento. Una pizza a 20 euro – tanto ha pagato lo scandalizzato utente napoletano nel bistrot di Cracco in Galleria a Milano, c'è lo scontrino a testimoniarlo – è immorale. Si tratta di un piatto povero, la cui preparazione è stata addirittura riconosciuta patrimonio dell'Umanita dall'UNESCO grazie anche al fatto che si tratta di un "piatto del popolo" adatto a tutte le tasche.

Proporre una pizza a 20 euro (40mila vecchie lire!) è ridicolo se si pensa che nulla di quegli ingredienti autorizza ad un prezzo del genere. Si, è vero: non è obbligatorio mangiarla da Carlo Cracco. Ma è pur vero che lo chef potrebbe "caricare" economicamente altri piatti con preparazioni e ingredienti ben più complessi e costosi. Lasci stare la pizza. Anzi, la lasci alle mani, al palato, all'olfatto (e alle tasche) del popolo. Non è uno status symbol (e peraltro la sua è pure una ciofeca).

7.194 CONDIVISIONI
Immagine
Giornalista professionista, capo cronaca Napoli a Fanpage.it. Insegna Etica e deontologia del giornalismo alla LUMSA. È autore del libro "Se potessi, ti regalerei Napoli" (Rizzoli). Ha una newsletter dal titolo "Saluti da Napoli". Ha vinto il Premio giornalistico Giancarlo Siani nel 2007 e i premi Paolo Giuntella e Marcello Torre nel 2012.
autopromo immagine
Più che un giornale
Il media che racconta il tempo in cui viviamo con occhi moderni
api url views