La sua conferenza stampa per inaugurare il nulla in pieno Cilento, il giorno dopo la chiamata a raccolta per le liste elettorali, ci fornisce un dato chiaro: Vincenzo De Luca è in campagna elettorale per le Elezioni Regionali 2020 che si terranno in autunno in Campania. Lo ha detto egli stesso, «sono stracandidato». Don Vincenzo lo stracandidato, però si ripara dietro lo scudo della Regione Campania, quel bel simbolo in nome del quale impedisce può fare il giro delle sue roccaforti nel Salernitano, da Fisciano a Castellabate ad Agropoli ma non organizzare una conferenza stampa come deve coi giornalisti. Sono 3 mesi, infatti, che i cronisti non possono rivolgere domande al Presidente della Regione Campania, ente diventato un po' lo Stato libero di Bananas. Perfino il presidente  del Consiglio è stato in grado di organizzare incontri pubblici coi giornalisti. De Luca no. Motivi sanitari. Ma sia chiaro: è tutto per il nostro bene, tutto per tutelare i cittadini che vanno difesi dal Coronavirus.

Ci sono tante, troppe cose che questi mesi straordinari e terribili hanno consentito. Solo per citarne alcune: le inutili mascherine comprate dalla Regione  e distribuite con tanto di logo di Palazzo Santa Lucia; per i contributi Covid alle imprese, elargiti con letterina di accompagnamento alla Berlusconi. E ancora: una parte comunicazione politica contrabbandata per comunicazione istituzionale, , sulla pagina Facebook personale di Vincenzo De Luca (si tratta di qualcosa che resta a lui) e non su quella dell'istituzione Regione Campania. Quanto altro deve passare sotto silenzio?

Lo stendardo della Regione Campania è uno scudo bianco con una banda rossa: è lo stemma che si diede la Repubblica marinara di Amalfi. Ma non siamo più ai tempi delle guerre contro i corsari saraceni. Meglio iniziare a dirlo, prima di entrare nel vivo dello scontro elettorale.