Finora alle esternazioni di Vincenzo De Luca, che da tre mesi tiene banco in solitudine sui social e in tv sul tema Covid-19 e sulla gestione della pandemia in Campania, nessuno aveva replicato, tranne esponenti politici locali. Oggi, 17 maggio, la Fase 2 è evidentemente arrivata anche da questo punto di vista. Alle sortite del governatore salernitano ribatte il sottosegretario all'Economia Stefano Buffagni. Lo fa ‘alla De Luca', ovvero con immagini fantasiose e iperboliche: "Non basta essere un brillante comunicatore per governare bene; De Luca è sempre bastian contrario, pare Puffo Brontolone, non va mai bene nulla. Auspico più responsabilità, più lavoro serio ed istituzionale. Ripongo sempre fiducia nel futuro, lo dobbiamo ai nostri concittadini ed ai nostri figli" è la sortita a mezzo social.

Touchè: la presa di posizione arriva dopo le esternazioni su Rai3 del presidente della Campania che ha annunciato di "non aver firmato" intese in Conferenza Stato-Regioni per le riaperture di attività e confini stabilità il 3 giugno nell'ambito della Fase 2 dell'emergenza Covid-19.

La sortita di Buffagni non è solo quella di un esponente del governo Conte, un sottosegretario al Mise. Assomiglia più ad una presa di comunicazione strategica, ad un input ai pentastellati che con De Luca hanno da sempre un conto aperto in Campania, a partire da Luigi Di Maio e dal capogruppo regionale Valeria Ciarambino. Buffagni è uomo di Davide Casaleggio: la sua comunicazione è assai ragionata e spinnata. Continua: "Se decide il governo non va bene e le Regioni vogliono essere autonome, se si decide governo con le regioni insieme non va bene perché non si è fatto con il metodo che ogni singola regione propone, se dai più facoltà alle Regioni di regolarsi autonomamente in base ai dati scientifici non va bene perché si scaricano le responsabilità su di loro".

Lo scenario per le Elezioni regionali in Campania

Guardiamo tutto in chiave Elezioni Regionali (che si terranno in autunno): qui in Campania l'asse Pd-M5s non esiste e mai esisterà con De Luca candidato. Lui e pentastellati sono cane e gatto: non cambierà. Così come è assai improbabile che il Partito Democratico decida per le primarie con De Luca al massimo nei sondaggi elettorali. L'ex sindaco di Salerno ha più simpatie addirittura fra il centrodestra, come ha dimostrato il duetto televisivo dalla Annunziata con Giovanni Toti, il governatore della Liguria fuoriuscito da Forza Italia: i due si sono scambiati reciproci complimenti su gestione ponte Morandi a Genova e gestione Covid in Campania. E ora, il candidato del centrodestra in Campania, scese nuovamente le quotazioni di Stefano Caldoro, malvisto dalla Lega di Matteo Salvini, potrebbe essere un personaggio della società civile capace di attirare anche i 5s.  Altrimenti il quadro sarebbe un De Luca pigliatutto (anche nel centrodestra, anche tra i grillini delusi) , un candidato Lega-Forza Italia-Fdi ridotto a comparsa e una flebile candidatura del Movimento Cinque Stelle, in solitudine. Più l'incognita De Magistris che potrebbe grattar voti tanti quanti potrebbe regalarne a De Luca.