"Non ci siamo indeboliti, fateli lavorare e poi giudicate", così Luigi de Magistris alla conferenza stampa di presentazione della sua nuova giunta, quella uscita fuori dal decimo rimpasto in quasi nove anni di governo della città. Le domande dei giornalisti chiedono conto della vera e propria levata di scudi a seguito della sostituzione dei 4 assessori uscenti, Gaeta, Marmorale, Daniele e Calabrese. Soprattutto il raffronto viene fatto sulle biografie dei quattro uscenti e quelle dei quattro nuovi ingressi Felaco, Galiero, De Majo e Menna. Sul web, sui social network, impazzano le prese di posizione di pezzi interi di società civile che, a 15 mesi dalla presentazione delle candidature per le prossime elezioni comunali di Napoli, sembrano aver voltato le spalle al mondo arancione. Il Sindaco sa bene che proprio quel mondo del civismo, delle associazioni, del terzo settore, delle battaglie per i diritti civili, ha rappresentato lo zoccolo duro del suo elettorato ed ora è profondamente e forse definitivamente deluso.

Il mondo della cultura: "Delusi e sconcertati, Nino si candidi a Sindaco"

Per Nino Daniele si sono mobilitati pezzi consistenti del mondo della cultura napoletana. Maurizio De Giovanni, uno degli scrittori napoletani più noti a livello nazionale con un lungo post su Facebook ha attaccato la scelta di sostituire l'ex Sindaco di Ercolano dalla carica di assessore alla cultura. "Da oggi credo molto meno all'amore per la città di chi la guida" scrive sul suo profilo Facebook lo scrittore, fino ad ora sostenitore di De Magistris. Gli fanno eco l‘editore Edgar Colonnese, il fotografo Luciano Ferrara, il regista Carlo Luglio, e tanti altri esponenti del mondo della cultura napoletana che si sono espressi sui social network. Anche figure più popolari come l'attrice Rosaria De Cicco hanno espresso sconcerto e delusione per la defenestrazione di Nino Daniele. Sul web è addirittura partita una petizione per candidarlo Sindaco di Napoli alle elezioni comunali ormai prossime. In più c'è un altro fattore da ricordare ovvero il ruolo di Claudio de Magistris, direttore artistico dell'Arena Flegrea e ormai lontano formalmente da Palazzo San Giacomo. Lo scandalo della festa di matrimonio di Tony Colombo e Tina Rispoli lo ha colpito in pieno, e sarà la magistratura ad accertarne le responsabilità sul mancato rilascio delle autorizzazioni, ma Claudio ha ancora un ascendente molto forte sull'azione amministrativa del fratello sulle politiche culturali. La de Majo e De Magistris junior non hanno mai avuto un rapporto idilliaco, tutt'altro, non sono mancati gli scontri nell'ultimo anno da quando la de Majo ha ricoperto il ruolo di delegata del Sindaco ai grandi eventi. Ci sarà margine per recuperare con i pezzi andati via con Daniele? Se si conta che la programmazione per il prossimo anno è stata già fatta dal precedente assessore, sembra proprio che i margini siano minimi.

Terzo settore ricompattato:  guarda oltre De Magistris

La mobilitazione a difesa dell'assessore uscente Laura Marmorale è stato di ampia portata. Non solo Alex Zanotelli, attaccato in conferenza stampa dal Sindaco, ma anche tutto il mondo delle cooperative sociali da sempre rissoso e poco incline a percorsi unitari si è mosso per lei. Proprio quel mondo, che vede nel presidente del gruppo GESCO Sergio D'Angelo il peso specifico maggiore, ha sostenuto De Magistris dal 2011. Ora nel mondo delle coop si percepisce la consapevolezza che bisogna guardare oltre e che l'esperienza De Magistris sia giunta al capolinea. Less, Dedalus, Cidis ed una lista lunghissima di cooperative si era esposta pubblicamente. Nell'ultimo anno i rapporti si erano ricuciti proprio grazie al lavoro dell'assessore uscente, che era riuscita a riconquistare un pezzo di elettorato tartassato dai tagli alla spesa sociale del governo nazionale e irritato dal cattivo funzionamento dei servizi comunali.  Toni Nocchetti, presidente dell'associazione "Tutti a scuola", da sempre durissimo contro l'operato dell'altra assessora al welfare Roberta Gaeta, anche lei uscente, qualche giorno fa aveva usato un'espressione forte: "Il Comune abolisca l'assessorato al welfare". Con lui le associazioni che si occupano di disabili e minori da tempo hanno dichiarato guerra all'amministrazione De Magistris. Ora sarà Monica Buonanno a dover recuperare un rapporto compromesso con un mondo che non solo non ne vuole più sapere di Luigi de Magistris ma si è ricompattato proprio in vista delle prossime comunali.

Mondo Lgbt contro il sindaco: "Non puoi fare manco il panettiere"

Tutt'altro che secondaria è la vicenda dell'allontanamento di Simona Marino, delegata del Sindaco alle pari opportunità, ai diritti di genere e ai centri anti violenza. La Marino pare abbia appreso dalla stampa della sua defenestrazione, visto che non aveva avuto nessuna comunicazione. Le sue deleghe sono andate a Francesca Menna, l'ex consigliera M5S promossa ad assessore. A prendere le difese della Marino è Loredana Rossi, presidente dell'Associazione Trans Napoli, da sempre colonna portante delle battaglie del mondo lgbt a Napoli, con un post colorito sul suo profilo Facebook, in cui ringrazia la Marino e riferendosi al Sindaco dice che non può fare il panettiere perché non ha saputo fare l'impasto. Docente universitaria, addirittura collega di Francesca Menna, la Marino è stata per anni un punto di riferimento non solo per il movimento lgbt a Napoli ma anche per le associazioni femministe e soprattutto dei centri anti violenza. Anche in questo caso si tratta di un intero pezzo che sostiene De Magistris da molti anni. Il prossimo 25 novembre si terranno le manifestazioni per la giornata contro la violenza sulle donne, un programma di eventi che proprio la Marino insieme alle associazioni stava mettendo a punto in queste ore, prima di apprendere del suo allontanamento.

Cultura, terzo settore, mondo Lgbt, pezzi sociali rilevanti, gente che vota e fa votare, sembrano ormai fuori e contro l'azione di Luigi de Magistris. La nomina di Luigi Felaco, da sempre vicino ad Alessandra Clemente non aggiunge nulla al peso elettorale di Dema, così come l'ingresso della De Majo, espressione di Insurgencia ormai diventata esercito di riserva del Comune di Napoli. Quanto alle new entry Rosaria Galiero e Francesca Menna, per capirne il peso elettorale basterebbe andare a guardare i loro risultati nel 2016. Appena 600 preferenze per l'ex grillina Menna e solo 904 voti per la neo assessora dei Comunisti Italiani. Un po' pochino per parlare di rafforzamento.