A fuoco le campane della raccolta differenziata a Napoli. Oltre 50 incendiate negli ultimi 7 giorni: 140 dall'inizio dell'anno. Danni per centinaia di migliaia di euro. Una vera e propria “strage” su cui ora indaga la Procura di Napoli, mentre l'Asìa, la società dell'igiene urbana, lancia un appello per individuare i colpevoli. E già spuntano le prime testimonianze. Il tutto, mentre la città vive in queste ore un momento difficile dal punto di vista ambientale col ritorno dei cumuli dei sacchetti in molte strade. Un rallentamento della raccolta legato alle difficoltà di scarico negli Stir che sono saturi. Su 50 autocompattatori che avrebbero dovuto scaricare, alle 8 di stamattina solo 15 erano riusciti a ultimare le operazioni. A questo si aggiungono anche le ferie arretrate da smaltire dei dipendenti delle società partecipate.

Entro il 30 giugno, infatti, devono essere assorbite tutte le ferie accumulate negli anni scorsi non ancora godute. Un fenomeno che potrebbe incidere in particolar modo tra gli addetti allo spazzamento, che sono pochi, e che si sta avvertendo soprattutto nella III Municipalità Stella-San Carlo Arena, anche se le segnalazioni arrivano da un po' tutti i quartieri. Tutte le energie, intanto, adesso sono rivolte a fermare il picco dei roghi. Un fenomeno che si è intensificato tra marzo e aprile, e poi, dopo una breve tregua, è riesploso nell'ultimo weekend.

I bidoni per la raccolta differenziata bruciati a Piazza Dante. [Foto / Fanpage.it]
in foto: I bidoni per la raccolta differenziata bruciati a Piazza Dante. [Foto / Fanpage.it]

Campane Asia a fuoco, danni per 100mila euro

Stanotte l'escalation: colpiti diversi punti di raccolta contemporaneamente, anche lontani tra loro, ma tutti all'interno del centro storico della città, lungo un perimetro che va da piazza Mercato a via Toledo, da corso Amedeo di Savoia a Corso Vittorio Emanuele. Nel mirino soprattutto i contenitori della carta. Danni per almeno 100mila euro all'Asìa, che dovrà sostituire le campane, oltre ai danni ambientali per i fumi tossici sprigionati dalle fiamme che i cittadini sono costretti a respirare. Le campane hanno uno scheletro di ferro e quindi non bruciano completamente, in molti casi possono essere recuperate, ma ci sono le spese per la rimozione dei detriti, per il personale che se ne deve occupare, per lo smaltimento del combusto, le riparazioni e in qualche caso per le sostituzioni. Senza calcolare i mancati profitti dalla vendita dei rifiuti differenziati (carta e vetro riciclati), che solo nel 2018 hanno fruttato ad Asìa 5,7 milioni di euro di ricavi. Ma anche alle auto parcheggiate che sono state bruciate e distrutte.

Campane differenziata, sugli incendi indaga la Procura

Ma è già partita la caccia ai piromani. E gli investigatori sono al lavoro su varie piste. Non mancano le segnalazioni di chi sostiene di aver assistito agli incendi in diretta. Telefonate raccolte dai vigili del fuoco. In un caso, secondo la segnalazione, su via Chiatamone, l'incendio di una campana sarebbe stato innescato con una carta incendiaria lanciata da un giovane pelato di media statura in abiti scuri. Fatti e circostanze tutti da verificate, che saranno vagliati dagli “007” della Procura. Il fenomeno recente non sembrerebbe legato a un singolo soggetto, perché gli inneschi sono talmente ravvicinati e diffusi. Il perimetro è molto definito: il centro città, via Mezzocannone, Santa Teresa degli scalzi, piazza Bellini, via Chiatamone. Ma solo le indagini potranno dire se l'impressione è corretta. Tra le ipotesi al vaglio, quella che si possa trattare di un nuovo perverso gioco diffuso tra i ragazzi. Tre anni fa, roghi di campane avvennero in via Toledo e alla fine la polizia individuò, grazie alle riprese delle telecamere, una persona con problemi psichici. Al vaglio anche i filmati delle videosorveglianze pubbliche e private.

Parla Francesco Iacotucci,  manager di Asìa

«Non sappiamo quali siano le cause né i colpevoli – spiega Francesco Iacotucci, manager di Asìa – ne vediamo solo gli effetti. Ma abbiamo voluto lanciare un appello alla città, dagli abitanti ai commercianti che hanno le telecamere all'esterno dei negozi, per darci una mano. Chi ha visto ci aiuti, perché l'incendio delle campane danneggia tutti noi e inquina l'aria che respirano i nostri figli. Noi non abbiamo abbastanza uomini da mettere come vedette per ogni campana, che a Napoli sono centinaia, ma chiediamo ai cittadini di trasformarsi in vedetta. Se può esserci un ruolo della criminalità organizzata? Non abbiamo avuto minacce o intimidazioni – conclude Iacotucci – Ma questi roghi danneggiano anche la battaglia che stiamo facendo per migliorare la raccolta differenziata, facendola entrare come elemento normale della città. Chi fa queste cose non vuole la normalità».

Rifiuti in strada: Stir pieni

Negli ultimi 4 anni si sono fatti grossi passi avanti sulla raccolta differenziata. Le tonnellate prodotte a Napoli di indifferenziata infatti sono scese da 1.400 a 800 al giorno. Ciò nonostante, dall'aprile 2018, in molte strade, soprattutto della periferia, come Secondigliano e Pianura, ma anche nel centro storico, come a Piazza Mercato, sono tornati i cumuli di rifiuti. «È intollerabile – attacca Federico Arienzo, consigliere comunale Pd – che anche nella piazza del cantiere Unesco fermo da mesi ci siano i sacchetti di immondizia. I cittadini hanno già sofferto troppo».

Il motivo? «C'è un mancato sincronismo tra raccolta e scarico negli Stir – spiegano i tecnici Asìa – Ma stiamo lavorando per cercare di rendere più fluida la situazione». In pratica, nei tre Stir, gli impianti di raccolta e tritovagliatura, di Tufino, Caivano e Giugliano, dove i camion autocompattatori si recano da tutti i comuni della provincia per scaricare i sacchetti raccolti nella notte, si formano grandi code e quindi non si riesce a liberarsi di tutto il carico entro la mattina, cosa che innesca una serie di ritardi a catena nella raccolta del giorno dopo, soprattutto a Napoli dove si produce la metà dei rifiuti della provincia. Come sta accadendo in questi giorni. Per alleviare i disagi il Comune sta stoccando i rifiuti temporaneamente nei siti di trasferenza, depositi temporanei come l'Ex Icm, ma anche questi sono saturi. A questo si aggiungono gli stop periodici dei forni del termovalorizzatore di Acerra. Ogni due mesi si ferma una delle tre linee per manutenzione programmata. «Ogni volta che accade – spiegano da Asìa – a Napoli si va in sofferenza». Momenti di difficoltà si ripetono anche durante la settimana, nei giorni di martedì-mercoledì e venerdì-sabato, che coincidono in tutta la Campania con il giorno di raccolta dell'indifferenziata.

Appello contro gli incendi: segnalate i vandali

Contro i roghi di Campane l'Asìa ha lanciato un appello alla città: «Fermiamo gli incendi delle campane della differenziata". Per denunciare è possibile contattare il numero Verde Asìa 800-161010 oppure scrivere al servizio.clienti@asianapoli.it. “In questi giorni – scrive la società – abbiamo subito una vera e propria devastazione delle attrezzature della raccolta differenziata in città, negli ultimi 7 giorni abbiamo assistito all’incendio di circa 50 campane nel pieno centro della nostra città: Via Toledo, Piazza Mercato, Piazza Dante, Via Mezzocannone, Piazza Carità, Piazza Dante, Piazza Bellini, Via Sant’Anna dei lombardi, Corso Amedeo di Savoria e Via Monteoliveto. Vista così sembra un tour incendiario fatto, non sappiamo se per gioco o per sabotaggio, fatto sta che i danni sono veri ed importanti, solo il costo per la pulizia, la sostituzione o la riparazione siamo a circa 40mila euro è il caso di dire andati in fumo in pochi giorni. Dall’inizio dell’anno già contiamo circa 140 incendi di campane. In aggiunta alle puntuali denunce che l’azienda produce, ed al conseguente lavoro di indagine delle autorità giudiziarie anche con l’ausilio delle telecamere disseminate sul territorio, chiediamo l’aiuto di tutti i cittadini, perché contribuiscano, nel denunciare quanto vedono e quanto sanno. Chiediamo a tutti i cittadini e commercianti di aiutare noi e le forze dell’ordine a denunciare prontamente tali atti di vandalismo onde limitare i danni ed ad individuare i responsabili, affinché si possa fermare quanto prima questa ondata di follia vandalica. Unitamente a ciò continuiamo a chiedere a tutti di continuare a difendere i risultati di civiltà che la nostra città ha raggiunto continuando a fare correttamente la raccolta differenziata anche utilizzando contenitori più lontani in attesa del ripristino delle postazioni incendiate. Ricordiamo infine che le campane così come i contenitori per la raccolta differenziata sono un elemento fondamentale per il ciclo della raccolta differenziata della nostra città oltre che per il raggiungimento dei risultati di raccolta differenziata raggiunti».