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Nella malaugurata ipotesi che il Vesuvio dovesse eruttare, per Napoli e i comuni della zona Sud, quella intorno al vulcano, ma anche per quelli della cintura flegrea, altrettanto sismica, un piano di evacuazione prevede il trasferimento delle popolazioni in città lontane, dal Lazio alla Sardegna. Ci sono i piani , ci sono gli elenchi dei comuni ma – al momento – non ci sono accordi aggiornati che ricordino ai Comuni questo gemellaggio in caso di calamità. Di questo si è parlato in una riunione di coordinamento e aggiornamento con i Comuni dell'area Vesuvio e Flegrea (presenti sindaci e amministratori), negli uffici della Regione Campania con il capo dipartimento della Protezione Civile Nazionale Angelo Borrelli e il presidente della Regione, Vincenzo De Luca.

La riunione ha puntato l'attenzione sulla necessità di portare a conclusione l'attività di sottoscrizione dei protocolli di gemellaggio tra i 30 comuni dell'area del Vesuvio e Flegrea, prevedendo una tempistica stringata per gli adempimenti dei comuni. L'obiettivo è appunto concludere l'attività di sottoscrizione con tutte le regioni Italiane coinvolte che cureranno la accoglienza delle popolazione a rischio entro il mese di febbraio 2019. La riunione è stata l'occasione per fare il punto tra il presidente della Regione Campania e il Capo dipartimento sulle esigenze della Protezione Civile Regionale, oltre che sulla programmazione per la implementazione delle strumentazioni e delle attività in capo alla colonna mobile regionale al fine di affrontare al meglio le emergenze territoriali e regionali.

Terremoto Ischia, proroga stato emergenza

Il presidente della Regione De Luca ha inoltre colto l'occasione per ribadire che inoltrerà la richiesta al presidente del Consiglio dei Ministri per il tramite del Capo Dipartimento di Protezione Civile di proroga dello stato di emergenza per l'isola di Ischia. La richiesta è già avanzata dal Presidente della Regione Campania lo scorso mese di luglio 2018.