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Incendio all’ospedale Cardarelli di Napoli al Padiglione I, a fuoco cabina elettrica

Incendio all’ospedale Cardarelli di Napoli, avvenuto nel padiglione I, riferisce il componente della commissione di vigilanza Sanità della Regione Campania Francesco Emilio Borrelli. A prendere fuoco, l’interno di una cabina elettrica collocata al piano terra. Al momento dell’incendio era in corso un esame di Risonanza Magnetica ed alcuni pazienti erano in sala d’attesa ma il personale ha concluso evacuato l’edificio. A causa del rogo disagi per numerose apparecchiature che non potranno essere utilizzate.
A cura di Redazione Napoli
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Incendio all'ospedale Cardarelli di Napoli, avvenuto nel padiglione I, del nosocomio più grande del mezzogiorno. A riferire del rogo a mezzo social network è il componente della commissione di vigilanza Sanità della Regione Campania Francesco Emilio Borrelli. A prendere fuoco sarebbe stato un quadro elettrico.

Una nota dell'ospedale spiega poi dettagliatamente quanto accaduto: "La direzione generale rende noto che alle 17.15 circa un incendio è divampato all’interno di una cabina elettrica collocata al piano terra del padiglione “I”. È bene precisare che l’area in questione non ospita stanze di degenza ma solo servizi di radiologia. Al momento dell’incendio era in corso un esame di Risonanza Magnetica ed alcuni pazienti erano in sala d’attesa ma il personale – prontamente – ha concluso l’esame e, con l’ausilio della vigilanza, evacuato l’edificio. I Vigili del Fuoco intervenuti sul posto – unitamente al personale dell’ufficio tecnico – hanno immediatamente contenuto le fiamme e stanno ora provvedendo a mettere in sicurezza l’area; il padiglione “I” è stato isolato elettricamente così da non creare ulteriori disservizi al resto dell’ospedale. Dai primi rilievi è chiaro che le fiamme sono nate a causa di un corto circuito di uno dei trasformatori necessari al funzionamento delle apparecchiature".

Il padiglione infatti apparecchiature di Risonanza Magnetica (RM 1,5T), Tomografo Assiale Computerizzato (TAC 16slice), un angiografo e la camera iperbarica.

foto di repertorio
foto di repertorio

“Nonostante la comprensibile apprensione dei primi minuti – dichiara il direttore generale Ciro Verdoliva – i protocolli e le strumentazioni di sicurezza hanno funzionato, evitando che la sicurezza dei pazienti o del personale venisse messa a rischio; il “fuori servizio” della RM 1,5T, della TAC 16slice e dell’angiografo non influenzeranno il funzionamento del Complesso ospedaliero perché le attività saranno garantite da analoghe apparecchiature ubicate nel padiglione “L” (una RM 1,5T, 2 TAC 16slice, 1 TAC 128slice, 1 angiografo biplano). Il disservizio della Camera iperbarica, che durerà fino al ripristino del funzionamento della cabina belettrica, è già stato comunicato alla Centrale Servizio 118 che dirotterà eventuali pazienti sulle camere iperbariche dell’A.O. Santobono (Napoli) e dell’A.O. Ruggi d’Aragona (Salerno)”.

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