"La parte che mi riguarda è completamente diversa da come appare. Mi trovo coinvolto in questa vicenda esclusivamente per ragioni di impegno professionale". È questo il commento di Mario Oliviero, detto Rory, consigliere comunale di Ercolano, al terzo video dell'inchiesta sui rifiuti di Fanpage.it, ribattezzata "Bloody Money", in cui compare insieme a Biagio Iacolare, presidente dimissionario del Cda di Sma Campania, di cui svolge il ruolo di mediatore. Nel filmato realizzato dal giornale diretto da Francesco Piccinini, Oliviero è ripreso dalla telecamera nascosta di Nunzio Perrella, ex boss di camorra, mentre discute di affari relativi allo smaltimento dei rifiuti illeciti e scambia una valigetta che dovrebbe contenere 50mila euro di mazzette. L'avvocato si difende, affermando che "è noto che sono titolare di uno studio legale, dove lavorano diversi miei collaboratori, a Ercolano. Ci occupiamo di civile, amministrativo e penale, ma soprattutto di consulenze aziendali. In questa storia, ci sono entrato proprio come consulente in una possibile attività imprenditoriale, tutta da sviluppare, svolgendo una mia opera di mediazione".

Oliviero continua sottolineando che Nunzio Perrella "mi è stato presentato da un imprenditore, mio cliente, che mi ha prospettato per primo la possibilità di contattare una grossa azienda in grado di smaltire i fanghi dei depuratori campani. E proprio Perrella mi si è presentato come imprenditore di origini napoletane, che vive al Nord. Dopo il primo incontro, che si è svolto a Portici, ci siamo scambiati i contatti mail e telefonici". Infine, commenta il famoso scambio della valigetta ripreso dalle telecamere di Fanpage.it in piazza dei Martiri a Napoli una decina di giorni fa. "Qui siamo al paradosso. Si sentono voci, con scritte in sovra impressione, ma nessun labiale che parla di 50mila euro viene mai inquadrato. Io ho parlato sempre e solo di onorari da avere per la mia mediazione, per la mia attività di consulenza. Mai ho accennato ad altro utilizzo di soldi. Sono atterrito, per questo". Alla domanda se pensava che nella valigetta ci fossero già 50mila euro, il consigliere di Ercolano risponde: "Avevo chiesto che mi fossero portati dei documenti per verificare l'attendibilità e la serietà della proposta dell'azienda. Così, credevo che nella valigetta vi fossero contenuti proprio quei documenti. A che titolo, senza che si fosse fatto ancora nulla, avrei dovuto prendere dei soldi?"

Il consigliere di Ercolano, inoltre, sul proprio profilo privato su Facebook ha scritto: "Sono vittima di un'attività delinquenziale, ordita ad arte da un camorrista e da un manipolo di giornalisti d'assalto Io non ci sto". "Tali personaggi, in combutta tra loro, – ha continuato – hanno messo in campo una vera e propria illecita rappresaglia mediatica, della quale dovranno rispondere nelle sedi opportune. Mai avrei dato corso, in qualunque veste, ad una attività dannosa per la mia terra". Per Oliviero sarà infine la magistratura a "rivelare la falsità e la calunniosità del materiale così illecitamente prodotto, eufemisticamente definito giornalistico, ma che costituisce null'altro che il frutto di una inquietante attività illecita di mistificazione dei dialoghi e delle immagini, attraverso spregevoli, sfacciate e suggestive montature ad arte. Grazie a tale ignobile complotto, veniva distorta totalmente la realtà dei fatti, per finalità tutt'ora oscure, attualmente al vaglio degli inquirenti".

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