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"Nessun rischio di provvedimento disciplinare in vista per il controllore che ha multato la donna incinta sul bus, ha agito correttamente rispettando la normativa". Mentre è in attesa di rivalutazione, invece, il ricorso per l'annullamento del verbale presentato dalla signora, che era stato respinto in prima battuta dall'Anm. È questa la linea dell'azienda dei trasporti, di proprietà del Comune di Napoli, emersa durante la commissione consiliare Mobilità, presieduta da Nino Simeone, riunitasi per affrontare il tema della sicurezza a bordo dei mezzi pubblici.

A rappresentare l'Anm, il direttore generale, Fabrizio Cicala, che ha portato agli atti della commissione il verbale reso dal controllore il 19 agosto scorso, che Fanpage.it ha pubblicato in anteprima. Il manager ha poi spiegato che al momento l'unica contestazione mossa dalla donna all'azienda risulta essere quella relativa al verbale da 71,10 euro, tornato attualmente sub judice. Il ricorso contro la multa, dopo essere stato respinto in prima battuta sarà riesaminato, infatti, dall'amministratore unico della società Nicola Pascale. Non essendoci altre contestazioni, quindi, sono esclusi anche eventuali provvedimenti disciplinari nei confronti del controllore, che, secondo quanto riportato dalla relazione che ha presentato all'azienda, avrebbe agito correttamente, seguendo la prassi dettata dalla normativa. Nessuna omissione di soccorso, insomma, sarebbe stata contestata. Anche perché il verbale, una volta elevato vale come titolo di viaggio e si puo continuarea viaggiare a bordo del bus. La necessità di scendere dal pullman si verifica solo quando non si favorisce il documento di riconoscimento e serve a garantire l'intervento delle forze dell'ordine. Discorso che va distinto dalle considerazioni di carattere morale che si possono fare della vicenda.

La storia della sfortunata neo-mamma

L'episodio della donna incinta multata e scesa dall'autobus risale a quattro mesi fa, alla mattina del 24 aprile scorso, e ha fatto molto discutere. Ne hanno parlato giornali e Tv. La neo-mamma, Federica Caroccia, protagonista suo malgrado della sfortunata vicenda, l'ha raccontata in prima persona, rivelando di essersi sentita “umiliata e non aiutata in quella situazione di disagio”. Dopo la nascita della figlioletta, avvenuta nella notte dello stesso giorno della multa, ha poi fatto ricorso contro il verbale da 71,10 euro, ma è stato respinto. L'Anm, il 17 agosto, si è scusata con un comunicato, parlando di “evidente eccesso di zelo nei confronti della signora, che andava invece aiutata e confortata”. L'amministratore unico Nicola Pascale si è impegnato a riesaminare la pratica del ricorso, “trattata in modo troppo burocratico”. Nella relazione ufficiale fornita all'Anm, però, il controllore afferma che fu “la signora incinta ad avvisare di dover scendere dal bus alla fermata successiva” e “di essersi offerto di chiamare il 118, quando la donna accusò un certo malessere, ma che la signora rifiutò”.

 "Spiegazione di Anm insoddisfacente"

“Prendiamo atto della versione fornita da Anm – commenta Roberta Giova, consigliere comunale del Gruppo “la Città” – Peccato sia del tutto insoddisfacente. Anche perché se l'azienda continua a ritenere inappuntabile l'operato del verificatore, non comprendiamo, a questo punto, il motivo delle scuse. Crediamo sia doveroso andare più a fondo e chiarire una volta per tutte com'è andata realmente questa incresciosa vicenda". “Ho lanciato la proposta – prosegue – qualora dovessero emergere profili di responsabilità da parte del controllore, di trasformare le scuse in un bonus studi che possa ristorare la piccola Maria Vittoria del torto subito. In attesa di considerazioni più approfondite all'esito della consegna della relazione scritta di Anm sull'accaduto, questo potrebbe rappresentare un gesto semplice e concreto per mostrare una reale vicinanza alla famiglia”.