Viene in mente un esempio efficace:  oggi Lenù dell'Amica Geniale non sarebbe mai stata una studentessa del Liceo Sannazaro di Napoli. Dal polveroso e povero Rione Luzzatti al ginnasio del Vomero? E no, non si può. O meglio: è difficile, difficilissimo. Perché una circolare del prestigioso ginnasio vomerese dice che prima del ragazzo di periferia gli si preferirà il residente. E poi quello del prestigioso quartiere vicino. La storia raccontata da Fanpage.it, il «rigoroso ordine di priorità» per le iscrizioni al liceo Sannazaro di Napoli, contestato anche dagli studenti, fa emergere una realtà che i genitori, i prof e gli stessi dirigenti scolastici ben conoscono.

Qualche settimana fa avevamo raccontato un caso inverso, quello della scuola di Sant'Antimo, comune della cintura Nord, dove i genitori chiedevano al preside e ai prof classi "di serie A" per la tranquillità dei loro figlioli. Lì furono i docenti (alcuni) ad insorgere. Al Sannazaro pare invece tutto normale. Interpellato dal nostro giornale, il dirigente scolastico del Sannazaro, Riccardo Gull, spiega che comunque la scuola ha assorbito tutte le richieste e nessuno è rimasto escluso. E allora perché tenere in piedi quel regolamento?

Un tempo la frase «anche l'operaio vuole il figlio dottore» denunciava il classismo di certi ambienti, a partire da quello scolastico, male mai estirpato. Pensate che al Vomero c'è ancora qualche catafalco che indica come male di tutti i mali la metropolitana che collega il quartiere residenziale alla periferia brutta e cupa di Piscinola e Scampia. Insomma, il periodo storico non è dei migliori. Viviamo con lo slogan «Prima gli italiani» pronunciato da chiunque contro chiunque, da Trento a Canicattì. Forse non è il caso che la scuola dia prova di essere – almeno sulla carta –  luogo di uguaglianza e non di divisione in classi sociali?

Già a dividere i quartieri di Napoli ci si mettono i trasporti disastrosi che relegano sempre più in periferia chi ci vive, impossibilitato a muoversi se non ha i soldi per l'auto, lo scooter, il parcheggio, la benzina e l'assicurazione. Già ci si mette la miseria di certe zone dove è impossibile stare al passo non solo coi tempi ma perfino con la quotidianità delle spese di una famiglia. Diamo almeno l'illusione qualcosa sia raggiungibile. Almeno ai ragazzi.