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«Non ho mai avuto rapporti con la camorra. Dalla malavita ho avuto solo la sicurezza che nessuno avrebbe mai toccato le mie bambine. Scrissero che, se non fossi tornato a Napoli, se la sarebbero presa con la mia famiglia, ma non è mai stato così. Carmine Giuliano mi diede la sua parola che nessuno le avrebbe mai toccate». Diego Armando Maradona in una intervista con Maurizio Costanzo dice, a distanza di due decenni, quel che sapevano tutti. Ovvero che i rapporti con il boss del clan di Forcella, quelli con cui venne ritratto in una ormai celebre foto, in una vasca a conchiglia, c'erano, eccome.

L'ex ‘Pibe de oro' giustifica quel comportamento con la paura di una ritorsione per le figlie nel caso in cui non fosse tornato a giocare con la maglia azzurra. Tanto ci basta per dimenticare tutto e onorarlo, a maggio, con la cittadinanza onoraria di Napoli? «Mi ricordo che uscivo di notte e incontravo queste persone. Non sono il tipo di persona che chiede i documenti o il passaporto per fare una fotografia. Mi prestavo a quelle foto e poi uscivano quel tipo di notizie sui giornali» ha detto Maradona a Costanzo, facendo passare l'idea di una camorra buona e protettrice dei più deboli.

Dunque è giusto in virtù delle prodezze sportive d'un tempo che fu, passare un colpo di spugna sulla memoria e onorare l'uomo che fece "difendere" le figlie da ‘O Lione di Forcella con la cittadinanza napoletana e gli onori? Non sarebbe più giusta una medaglia al merito sportivo che separerebbe la vita e le gesta di Diego Maradona con la maglia del Napoli dalle sue pochezze di cittadino ospite di Napoli?