Questa foto è stata scattata da chi scrive qualche giorno fa, in via Simone Martini, una delle strade (un tempo) signorili del Vomero. A destra c'è un non vedente, un cieco che per poco non ruzzolava a terra. In quattro nel giro di mezzo secondo gli abbiam gridato «Attento!». Cronache di una giornata normale in un posto che non è normale.

Un eccellente giornalista napoletano, Pietro Treccagnoli, ha avviato su Facebook un gioco divertente e amaro: una specie di classifica dei migliori segnalatori di materassi gettati in strada. Gli sono arrivate in poche settimane centinaia di foto.

Possiamo prendercela con l'Asìa, l'azienda di igiene urbana che, pur offrendo un servizio di rimozione degli ingombranti fatica tanto a garantirlo in tempi brevi. Oppure possiamo abbassare il dito accusatorio puntato sempre su qualcun altro e iniziare a ragionare su una verità: ovvero che certi napoletani fanno schifo.

Si, certi napoletani fanno schifo: migliaia di euro spesi in cucine, camere da letto, materassi eccetera e non pensano minimamente di dover andare di persona in una isola ecologica per gettare quel che resta dei loro traslochi o del vecchio mobilio. I soldi per cambiar casa o cambiare arredamento ci sono. Chissà perché mai quelli per portare quello che  va smaltito alla struttura autorizzata più vicina. Buttiamo tutto mmiez ‘a via, tanto che ci costa? Poi ci lamentiamo su un gruppo Facebook di quartiere delle cose che non vanno.

Secondo me Asia dovrebbe interrompere – per manifesta incapacità di garantirlo in tempi degni – il servizio di recupero ingombranti a domicilio o farlo pagare a parte. E molti concittadini dovrebbero iniziare a sentirsi i peggiori abitanti di Napoli perché sversano quintali di monnezza in strada, sotto casa loro peraltro, senza ritegno.