Da "Gomorra 4″, a "L'Amica Geniale", a "La paranza dei bambini". Sono 194 le produzioni cinematografiche che nel 2018 hanno scelto Napoli per le proprie riprese. Piazze, strade e vicoli del capoluogo campano si sono trasformati in set cinematografici per 13 film, 19 cortometraggi e 4 fiction, oltre a decine di documentari, videoclip musicali, spot pubblicitari e poi tante trasmissioni per le tv di tutto il mondo dal Giappone, all'Argentina, alla Russia. Perfino le star britanniche della cucina come Gordon Ramsay col suo “Gordon, Gino e Fred” o lo chef svedese Niklas Ekstedt hanno girato a Napoli. Nel 2017 le produzioni erano state 211, tra le quali 15 film, con lo splendido Napoli Velata di Ferzan Ozpetek e perfino  due pellicole di Bollywood, il cinema made in India. Negli ultimi due anni si è verificata un'impennata di quasi il 50% rispetto alle 120-150 produzioni del 2015-2016. Questi i dati dell'Ufficio Cinema del Comune di Napoli forniti a Fanpage.it. Riguardano l'anno scorso, che ha registrato un vero e proprio record da quando ha aperto lo sportello a metà 2014.

Napoli, si gira un film o una serie tv al giorno

A Napoli ormai c'è un ciak quasi ogni giorno. Le produzioni sono contente e tornano per lavorare, come è accaduto con “Rocco Chinnici”, film tv Rai, ambientato a Palermo, ma con molte scene – come l'esplosione iniziale – girate a Napoli, dove i produttori erano già stati per “In punta di piedi”. Un successo dovuto alle bellezze della città, sempre più meta turistica internazionale, ma anche ad altri due fattori. Il primo è l'istituzione dell'Ufficio Cinema, realizzato dall'assessore alla Cultura Nino Daniele, che ha snellito l'iter burocratico per ottenere i permessi, evitando ai produttori di passare intere giornate tra gli uffici, e funge da raccordo con le esigenze del territorio.

Cinema a Napoli: incassati solo 35mila euro in un anno

Ma il Comune di Napoli incassa poco: solo 35mila euro nel 2018 di introiti diretti. Milano, solo per fare un confronto, nel 2017 ne ha incassati 140mila. Il secondo motivo dell'aumento delle riprese nel capoluogo campano, infatti, risiede proprio nei prezzi più bassi rispetto ad altre città, visto che la giunta de Magistris, come forma di incentivo, ha abolito la tassazione sulle autorizzazioni alle riprese, con forti sconti, fino all'esenzione, sul canone di occupazione di suolo pubblico (Cosap). A Roma e Milano, invece, girare serie tv o film per il cinema costa caro. Entrambe hanno un preciso tariffario per le riprese nei luoghi pubblici: un ciak a piazza di Spagna può costare fino a 2.500 euro. E si paga in aggiunta anche l'occupazione di suolo pubblico, che a Napoli è gratis. A Milano, però, i film sono completamente esentati dalla tariffa, mentre pagano le riprese di tipo commerciale, come gli spot. A Roma l'esenzione della tariffa vale solo per le opere prime e seconde dei registi.

Certo, ospitare a Napoli fiction e film di livello anche internazionale ha un indubbio valore, anche in termini di benefici per l'immagine della città, che ripaga in parte dei sacrifici che i cittadini possono affrontare quando si chiude una strada per girare un inseguimento tra auto o si cedono le strisce blu sotto casa ai set o alle roulotte delle star. Come accaduto a piazza Carlo III o a Corso Umberto I, transennati per giorni per le riprese de L'Amica Geniale 2.

Quanto incassa il Comune di Napoli dalle riprese in città?

Ammontano ad appena 35mila euro gli introiti diretti nel 2018 per il Municipio dall'industria cinematografica: poco più di mille euro (1.098 per la precisione) per l'occupazione di suolo secondo la Polizia Amministrativa – dato che non deve sorprendere, però, considerato che su questa voce l'amministrazione de Magistris ha messo l'esenzione come forma di incentivo – circa 3.319,50 euro per l'affitto delle sale del Castel dell'Ovo (su un incasso totale di oltre 130mila per altri eventi non cinematografici). Mentre l'ufficio del Cohousing Cinema Napoli creato a marzo dell'anno scorso, con 700 mq di set e sale di registrazione a Palazzo Cavalcanti ha fruttato circa 18mila euro tra incassi e allestimenti scenografici. A questo però vanno aggiunti altri introiti delle partecipate come Anm e Asìa, l'affitto dei vigili, nonché l'indotto, che invece è molto più pesante.

Il documento dell'Ufficio Cinema

È quanto emerge dal report dell'ufficio Cinema del 21 maggio scorso. In merito agli spazi del Cohousing Cinema Napoli di Palazzo Cavalcanti – è scritto – “nell'anno 2018 dall'inizio delle attività nel mese di marzo, la struttura ha introitato 11.420 euro più Iva, oltre alla compartecipazione alle spese di allestimento per un valore di 7.184,68 euro più Iva e al valore economico delle attività previste da convenzione che supera i 12mila euro”. I dati sono finiti al centro di un dossier dei consiglieri comunali Diego Venanzoni e David Lebro che hanno voluto approfondire il valore economico dell'industria cinematografica d'importazione a Napoli. “È positivo – chiarisce Venanzoni – che le produzioni scelgano Napoli per le proprie riprese, ma in questo anni il “marchio Napoli” è come svenduto. Dai dati in nostro possesso, il Comune non incassa pressoché nulla, rispetto agli investimenti per milioni di euro delle case cinematografiche”.

Le altre entrate: 200mila euro dall'occupazione delle strisce blu

Tutto qui? No, perché alle entrate per l'occupazione suolo e i fitti bisogna aggiungere altre entrate dirette, come “l'affitto” dei vigili urbani per il piano traffico, previsto da una delibera comunale, gli incassi dell'Anm per gli stalli delle strisce blu occupati, nonché altri servizi di raccolta offerti da Asìa. Nel totale, somme di tutto rispetto, se si pensa che mediamente l'Anm incassa circa 200mila euro all'anno per le strisce blu occupate da camper e mezzi di scena. Solo per fare un esempio, per gli stalli occupati a piazza Carlo III e corso Umberto I lo scorso aprile, oltre ad altre strade cittadine, da "L'Amica Geniale 2", fino al 13 maggio, l'Anm ha incassato 12.218,80 euro.

Un report finanziario ufficiale ed esaustivo sugli incassi, ad ogni modo, non è mai stato stilato dagli uffici comunali. La procedura di autorizzazione per le riprese include un modulo sull'investimento prodotto, ma la compilazione è facoltativa. Indagini a campione dell'Ufficio Cinema sono state condotte sulle serie Tv girate interamente o in gran parte a Napoli, come “I bastardi di Pizzofalcone”, e in questi casi gli incassi diretti oscillano tra i 10mila e i 30mila euro a stagione. Mentre una puntata di un documentario può arrivare anche a mille euro. Molto dipende dal budget, che per le produzioni più ricche può sfiorare anche i 20milioni a stagione.

L'indotto per il Comune vale “13 milioni di euro”

C'è poi l'economia generata dall'indotto: catering, hotel, trasporti pubblici, utilizzo di attori e operatori locali, noleggio di mezzi per la produzione.

“Per comprendere la portata economica della presenza di produzioni audiovisive sul territorio cittadino – scrive l'Ufficio Cinema – che solo le produzioni ospitate presso il Cohousing Cinema Napoli nel 2018 dichiarano di aver investito in città oltre 13 milioni di euro, impiegato circa 500 unità di personale locale tra troupe e cast artistico e oltre 11mila figurazioni”. Insomma, numeri da capogiro.

Immagine della città, il valore è impagabile

Infine, altro aspetto economico indiretto è quello calcolato sui costi risparmiati per uno spot promozionale di Napoli sulla stessa rete e nella stessa fascia oraria in cui viene trasmessa la fiction che contiene immagini sulle bellezze della città. Ad esempio, “Sirene” programma in prima serata su RaiUno. In media, il tariffario Rai prevede che per 15 secondi di spot la spesa varia tra i 40-60mila euro. Su RaiTre, nella fascia oraria di “Un posto al sole” si aggirerebbe sui 26mila euro.

Convenzioni con le case di produzione cinematografiche

Ci sono, infine, le convenzioni, che l'Ufficio Cinema ha stipulato con alcune produzioni complesse o di lunga durata per velocizzare le pratiche. Tra queste, “Un posto al sole” (2 anni più 2, attualmente al terzo anno), per evidenziare il patrimonio artistico della città. E “I Bastardi di Pizzofalcone” (un anno, rinnovata per il secondo), dove la produzione si è impegnata a organizzare a fine ripresa master class per giovani attori, registi e operatori napoletani. Nel complesso, il "Cohousing Cinema Napoli" dalla nascita a oggi ha stipulato oltre 15 convenzioni (Cattleya, Wildside, Palomar, Mir, Clemart, Indigo, Picomedia, Lumière, Indiana, Iif).

In un anno di gestione, sono state decine le attività di formazione e orientamento professionale organizzate: oltre 20 stage in vari reparti (regia, costumi, suono, fotografia, scenografia); oltre 40 incontri/masterclass/giornate di formazione (di cui 10 già svolti); 8 giornate di pitching; 1 progetto di "alternanza scuola-lavoro" con Isis Casanova, che prevede anche la realizzazione di un breve video sul cinema a Napoli e la partecipazione degli studenti ai set e ai sopralluoghi organizzativi.

Le zone di Napoli più richieste dalle serie tv e dal cinema

Tra le location più gettonate, accanto ai tradizionali via Chiaia, via Caracciolo, piazza del Plebiscito e Decumani, negli ultimi tempi sono spuntati il Cimitero delle Fontanelle e la Galleria Principe di Napoli, che si affianca alla più richiesta Galleria Umberto I. Immancabili Largo San Martino e il belvedere Sant’Antonio per le panoramiche. La scelta dipende molto anche dal plot. Per Gomorra riprese anche nei quartieri di periferia, come Scampia e Napoli Est. Mentre L'Amica Geniale ha segnato l'exploit di quartieri dimenticati come Gianturco. Nel complesso, le maggiori richieste arrivano per la I, la II e la IV Municipalità.

Film, serie tv, fiction girati a Napoli

Ecco l'elenco di alcuni dei film girati a Napoli nel 2018 (tra parentesi i registi). "Martin Eden" (Pietro Marcello), "Il vizio della speranza" (Edoardo De Angelis), "Il Campione" (Ciro D'Emilio), "5 è il numero perfetto" (Igort), "La paranza dei bambini" (Claudio Giovannesi), "La vita segreta di Maria Capasso" (Salvatore Piscicelli), "Le metamorfosi" (Giuseppe Carrieri), "Ladro di cardellini" (Carlo Luglio), "Il giorno più bello del mondo" (Alessandro Siani), "Il sindaco del Rione Sanità" (Mario Martone). Tra le fiction, "Rosy Abate" per Mediaset, "L'Amica Geniale" per la Rai, "Gomorra 4" e "1994" per Sky. Tra gli spot spiccano Gucci, Redbull, Ford, Kimbo, Muller, Lerdammer, Sorbillo, Anas, My Taxi. Ci sono poi i video musicali o gli speciali, tra cui Pino è su RaiUno, Almamegretta, Liberato, Calcutta, Negramaro, Foja, Geolier e Napoli Milionaria.

Video e programmi tv girati a Napoli

Sinatra di Gue Pequeno, Sereno variabile, Portobello di Antonella Clerici, Unici su Edoardo Bennato (Rai), Guarda e stupisci di Renzo Arbore, Master of Photography il talent di Sky, Cake star per Real Time, 4 Hotel con lo chef Bruno Barbieri, sempre per Sky, Conan without borders per la tv americana, Best Bakery Italia, i provini di X Factor, In viaggio con mia Figlia di Syusy Blady, La clinica per rinascere di Real Time, Amore Criminale, Voyager su Rete 4, Linea Blu su RaiUno, Scomparsi di Crime Sky, La vita in diretta. Tante anche le produzioni delle web star The Jackal che hanno scelto di avere a Napoli anche i loro studios ubicati nel borgo di Santa Lucia.

Girare film o serie tv nelle altre città d'Italia

Film e serie tv a Roma

La Capitale vanta una lunghissima tradizione nell'industria cinematografica, ancora prima della nascita di Cinecittà. Anche oggi, a Roma si girano centinaia di film e documentari all'anno. E l'Ente di Roma Capitale ha predisposto un preciso tariffario. Per girare a Roma si paga oltre all'occupazione di suolo pubblico anche una tariffa per le riprese cinematografiche. Un ciack con lo sfondo del Colosseo, ai Fori Imperiali, a piazza di Spagna, piazza Navona o alla Fontana di Trevi, per esempio, secondo la Direzione Spettacolo, Archivio Storico Capitolino e Toponomastica del Dipartimento Attività Culturali, può costare da 416,67 euro se le riprese sono di tipo divulgativo-scientifico, a 1.666,67 euro si si tratta invece di spettacoli di intrattenimento, fino a 2.500 euro se ci sono finalità pubblicitarie, come nel caso di spot pubblicitari.

Costano caro anche le riprese negli interni dei grandi monumenti storici. Ai Musei Capitolini, infatti, la tariffa varia da 833 a 4mila euro al giorno, fino a 12.500 per eventi straordinari. Costi inferiori per i musei minori (a partire da 416 euro). Il regolamento, ad ogni modo, prevede sconti ed esenzioni. Non pagano nulla, per esempio, le opere cinematografiche prime e seconde, per incentivare gli autori esordienti, così come studenti e enti pubblici e culturali. Tariffe ridotte del 30%, poi, per le opere che prevedono riprese concentrate per l'80% nel territorio di Roma Capitale, eccetto le pubblicità. Ma ci sono anche maggiorazioni, fino al raddoppio della tariffa nel caso di occupazioni invasive e prolungate dei set. Alla tariffa per le riprese, poi, si aggiunge anche il canone di occupazione suolo pubblico: da un euro a 3,2 euro al metro quadrato al giorno.

Film e serie tv  a Roma

Il capoluogo lombardo, capitale finanziaria e delle moda nazionale, vanta una media di riprese in città che supera di quasi tre volte quella di Napoli. Anche Milano, come Roma, ha un tariffario per le riprese in città, con un costo fisso di 444 euro per ogni fascia oraria (8-14, 14-20, 20-8). Girare in una strada della città per l'intera giornata, quindi, può costare complessivamente più di 1.300 euro, oltre Iva. Pagano solo i video con finalità commerciali, però, mentre sono esentati del tutto i film e le produzioni di enti pubblici e culturali non profit.

Nel 2017, il Comune di Milano ha incassato solo dalla tariffa per le riprese circa 140mila euro. In più, le produzioni a fini commerciali – ma non i film e i set cinematografici – pagano anche il canone di occupazione di suolo pubblico (Cosap). Il 2018 ha segnato un'ulteriore crescita. Solo nei primi 7 mesi, il Comune di Milano ha ricevuto 453 domande complessive (contro le 404 dello stesso periodo del 2017): delle quali 101 per riprese video di moda in spazi o aree pubbliche, 105 per l’allestimento di set fotografici, 71 per film, serie tv e talk show, 36 per documentari. Tra le location più gettonate, Duomo, Galleria, Scala e Palazzo Reale, Castello, Piazza del Cannone, Arco della Pace, Parco Sempione, vie del quadrilatero della moda.