Le forze dell'ordine hanno arrestato altre due persone, ritenute coinvolte nell'omicidio di Luigi Mignano, il 57enne ucciso il 9 aprile 2019 vicino alla scuola Vittorino da Feltre di San Giovanni a Teduccio mentre accompagnava il nipotino a scuola. Nell'agguato, che si inquadra nella guerra tra i clan di camorra dei Mazzarella e dei Rinaldi, il bambino rimase miracolosamente illeso mentre il figlio di Mignano, anche lui presente, venne ferito a una gamba. Per quell'agguato erano stati già arrestati 7 pregiudicati, ritenuti legati al clan D'Amico, tra i quali anche i vertici della cosca camorristica.

Nelle prime ore di oggi, 25 novembre, in una operazione congiunta i Carabinieri e la Polizia di Stato hanno eseguito l'ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa dal Tribunale di Napoli su richiesta della Dda partenopea, nei confronti di Giovanni Salomone, 52 anni, e Giovanni Borrelli, 50 anni; i due sono accusati, a vario titolo, di omicidio, tentato omicidio, detenzione e porto illegale di armi comuni da sparo, incendio e ricettazione, aggravate dalle finalità mafiose. Salomone è accusato di avere posizionato lo scooter vicino al luogo dell'omicidio e di avere procurato l'arma, e di essere rimasto nei pressi come vedetta e come supporto; Borrelli, invece, è accusato di avere distrutto l'arma usata per l'agguato.

Luigi Mignano fu raggiunto dalla batteria di fuoco della camorra in via Ravello, nel Rione Villa di San Giovanni a Teduccio, periferia est di Napoli, mentre accompagnava il nipotino a scuola. I killer, come emerso da successive indagini, spararono anche sull'automobile, dove sapevano si trovasse il bambino, incuranti della possibilità di ucciderlo; per fortuna il piccolo si era riparato dietro i sedili e rimase illeso. A poche decine di metri c'erano anche altri bambini, che in quei minuti stavano andando a scuola, accompagnati dai genitori.

Meno di un mese dopo, il 4 maggio 2019, erano scattati i primi arresti, nei confronti di 7 persone, tra le quali i vertici del clan D'Amico di San Giovanni a Teduccio, legato ai Mazzarella. Mignano, secondo le indagini, era inserito in contesti criminali ed era legato anche da vincoli di parentela ai boss dei Rinaldi, essendo cognato del boss Ciro Rinaldi, detto My Way. Lo scooter usato per l'omicidio venne ritrovato a San Giorgio a Cremano, completamente distrutto dalle fiamme.