Continua a far parlare la querelle che, ieri, ha visto protagonisti l'imprenditore Pino Bozza, proprietario del ristorante "Antonio la Trippa" e di altri esercizi commerciali a Napoli e il consigliere regionale dei Verdi Francesco Emilio Borrelli. Tutto è iniziato quando il politico ha pubblicato su Facebook un video nel quale si vede l'imprenditore parcheggiare la sua Ferrari in un posto riservato ai disabili. Bozza ha risposto all'attacco di Borrelli via Instagram Story, utilizzando toni pesanti, dei veri e propri insulti, all'indirizzo del consigliere regionale del Sole che Ride.

Intervistato da Fanpage.it, Pino Bozza prova a spiegare le sue ragioni, partendo proprio dall'episodio in questione. "Ho accostato l'auto nel posto disabili per salutare una persona. Abbiamo scattato una foto e sono risalito in auto per andare via". "Dal video postato dal consigliere su Facebook è nato un putiferio – racconta ancora Bozza -. La cosa che più mi ha fatto male è stato vedere la cattiveria delle persone. Alcuni mi hanno augurato di avere un incidente e di diventare disabile, altri mi hanno definito il tumore di Napoli: mi ha fatto apparire per una persona che non credo di essere". "Chiedo scusa – conclude Bozza – ma non volevo mancare di rispetto a nessuno".

Pino Bozza
in foto: Pino Bozza

In merito a Borrelli, incalzato anche dalle domande della giornalista di Fanpage.it, Bozza dice: "Ho usato dei toni pessimi e di questo chiedo scusa. Ma dovrebbe chiedere scusa prima lui a me: ha sciacallato sulla mia persona e sul mio lavoro, non avendo rispetto non solo della mia attività, ma di tutti i miei dipendenti. Non è così che deve fare il suo lavoro, dal momento che ha un posto politico di rilievo". E, dice ancora l'imprenditore: "Credo di essere stato attaccato perché ho la Ferrari, per quello che rappresenta".

L'imprenditore partenopea poi invita il consigliere regionale Francesco Emilio Borrelli ad andare a mangiare nel suo ristorante: "Io di certo devo e voglio chiedergli scusa per i toni che ho usato nei suoi confronti. Credo che però debba chiedere scusa prima lui a me per come ha strumentalizzato la mia persona e il mio lavoro".