Il ministro della Giustizia Alfonso Bonafede ha incaricato l'Ispettorato di via Arenula per fare chiarezza sul permesso premio concesso al giovane neo diciottenne in carcere per l'omicidio della guardia giurata Francesco Della Corte in concorso con altri due ragazzi, anche loro arrestati e condannati. Il ragazzo aveva lasciato il carcere e aveva festeggiato il diciottesimo compleanno, alcune fotografie erano state diffuse sui social network. Ora gli ispettori dovranno accertare se le procedure sono state seguite e valutare "eventuali condotte disciplinarmente rilevanti".

Il sindacato Uspp: "Scelte bizzarre dei giudici"

"Sempre più spesso – si legge in un tweet del sindacato di polizia Uspp – la polizia penitenziaria deve eseguire bizzarre scorte per eseguire fantasiose ordinanze dell'Autorità Giudiziaria, ma questo caso indigna e lascia sgomenti. Solidarietà alla famiglia del vigilante mentre il ministro Alfonso Bonagede verifichi correttezza". Per Giuseppe Moretti, presidente del sindacato, a rendere più grave la situazione è che il permesso sia stato concesso a chi "non si è ravveduto" e "non si è mai scusato con la famiglia"; inoltre, aggiunge il sindacato, i permessi dovrebbero essere concessi "per favorire percorsi di rieducazione" e non per "eventi ludici, come spettacoli o feste private".

Il Capo della Polizia: "Come dare torto ai parenti di Della Corte?"

Franco Gabrielli, a Napoli il 10 settembre per l'inaugurazione della nuova sala operativa della Questura, era intervenuto anche sul caso della fotografia del ragazzo durante la festa di compleanno. "I familiari di Franco Della Corte sono arrabbiati per quelle foto? – aveva chiesto – e come dargli torto?". Per il Capo della Polizia "il problema è che questo Paese morirà di bulimia normativa. Si fanno leggi in continuazione che poi alla fine non producono gli effetti, c'è la necessità di una rivisitazione complessiva, gli interventi spot a volte producono più danni del preesistente. C'è una parolina magica che però nel nostro Paese ha sempre avuto poco successo: riforma".