"I familiari di Franco Della Corte sono arrabbiati per quelle foto? e come dargli torto?". Così il Capo della Polizia, Franco Gabrielli, in occasione dell'inaugurazione della nuova sala operativa della Questura di Napoli. Il taglio del nastro questa mattina, 10 settembre, nella struttura di via Medina. Il riferimento è alle fotografie che sono state pubblicate sui social network e che ritraggono uno dei giovani del gruppo che uccise il vigilante Francesco Della Corte e che in questi giorni ha avuto un permesso premio e ha festeggiato il diciottesimo compleanno. La fotografia sarebbe stata pubblicata da un parente all'insaputa del ragazzo.

"Il problema – ha continuato Gabrielli – è che questo Paese morirà di bulimia normativa. Si fanno leggi in continuazione che poi alla fine non producono gli effetti, c'è la necessità di una rivisitazione complessiva. Il tema è che gli interventi normativi spot a volte producono più danni del preesistente. C'è una parolina magica che però nel nostro Paese ha sempre avuto poco successo: riforma".

Inaugurata la nuova sala operativa della Questura di Napoli

Circa mille telefonate al giorno da ascoltare, analizzare, a cui dare un seguito. Dare il primo soccorso già a voce, per poi dirottare la volante più vicina sul luogo dell'intervento, e soprattutto, nei casi di emergenza, farlo presto e nel miglior modo possibile. Sempre connessi alle altre sale operative, e con un occhio costantemente fisso sul software che unifica in un unico sistema tutti gli impianti di videosorveglianza. Al quarto piano della Questura di Napoli, la nuova sala operativa funziona con tecnologie avanzate, per ottimizzare il piano di controllo del territorio sia per i servizi di routine che per gli interventi. Funziona già da un paio di mesi, prima delle Universiadi di Napoli 2019, ma oggi, 10 settembre, è stata inaugurata ufficialmente alla presenza del Capo della Polizia, Franco Gabrielli. Diretta dal capo dell'Ufficio Prevenzione Generale, Francesca Fava, la nuova sala è dotata di una "sala di crisi" per ospitare i rappresentanti di altre forze dell'ordine.

L'inaugurazione, ha spiegato il questore Alessandro Giuliano, che a Napoli è arrivato il 1 giugno 2019, "perché credo sia importante che si sappia che alla professionalità e alle competenze affianchiamo spazi e tecnologie. Ricordando comunque sempre che qualsiasi tecnologia funziona solo se sostenuta da risorse umane".

Entro aprile nuovi poliziotti a Napoli

Proprio sulla questione risorse umane, ovvero sul numero di unità in servizio presso la Questura di Napoli, torna anche il Capo della Polizia. Tra dicembre ed aprile, ha spiegato, ci sarà l'immissione di circa 2200 nuovi agenti in virtù della pianificazione approvata dall'ex ministro dell'Interno Matteo Salvini, e parte di queste risorse verranno assegnate a Napoli. Il problema che incide di più sul personale, ha continuato Gabrielli, è però quello delle dimissioni, coi poliziotti che vanno in pensione e che non vengono sostituiti: "Non ci voleva la zingara – ha detto in conferenza – per sapere che, essendo stati gli arruolamenti massivi negli anni '80, adesso avremo dimissioni. Abbiamo previsto nel prossimo decennio, da qui al 2030, circa 40mila persone".

"Salvini e le magliette della polizia? Non mi offende ma non serviva"

Il Capo della Polizia ha risposto anche a chi gli chiedeva della "abitudine" dell'ex ministro Salvini di indossare maglie e giubbotti col logo della Polizia. Gabrielli, dicendo di non sentirsi offeso da questo comportamento, ritiene che "lui lo utilizzasse come una modalità per farsi sentire come parte". "Io ho sempre detto – ha aggiunto – un ministro dell'Interno, che è l'unica autorità di pubblica sicurezza, vertice politico della Polizia di Stato, ha bisogno di una t-shirt per riaffermare questa funzione? si rischia di immaginare che i cittadini siano dei beoti, che hanno bisogno di un vessillo per riaffermare una cosa di questo genere".

"Non ho mai vissuto come una situazione negativa il fatto che il ministro dell'Interno Matteo Salvini indossasse polo o giacche della Polizia, bensì come un segno di vicinanza alla Polizia – ha continuato Gabrielli – e contrariamente a chi ha sostenuto che si trattava di una forma di intimidazione, ho sempre sostenuto che il ministro dell'Interno non ha certo bisogno di indossare una maglietta per affermare il suo status. Questo è il pensiero che ho esplicitato anche durante il ministero Salvini e quindi non può essere interpretato come una postuma resipiscenza o come sassolini da togliersi dalle scarpe ora che non è più ministro".

Agguati di camorra a Scampia, "Repressione non basta"

Sulla situazione di Scampia, dove negli ultimi giorni due persone sono state uccise in 24 ore, entrambe ritenute legate alla criminalità organizzata, Franco Gabrielli dice che "la repressione, da sola, non basta" e che "ognuno deve svolgere il proprio ruolo per garantire la sicurezza". "La risposta dello Stato – ha detto il Capo della Polizia – non può essere solo repressiva, perché questo tipo di azioni produce, paradossalmente, anche queste modalità di reazione". Il riferimento è alle "stese", che spesso sono il segnale del crollo degli equilibri camorristici proprio in conseguenza degli arresti.

"Nel Napoletano e nel Foggiano – ha aggiunto Gabrielli – il numero degli omicidi va in controtendenza rispetto al resto del Paese, dove questi episodi stanno progressivamente calando. Sono territori che vanno costantemente monitorati. Le stese sono il frutto di attività repressiva che ha disarticolato gli assetti criminali e si è realizzata una sorta di liberazione di forze non più gestite e regimentate. Già solo affermare questa cosa è come una sconfitta generale".