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Piano rifiuti per lo stop di Acerra: nessun nuovo sito, c’è l’ingresso dei privati

Varato il piano per lo stop dell’inceneritore di Acerra, confermata la scelta di inviare tutto all’estero, i rifiuti saranno stoccati negli STIR e nei siti già esistenti a cominciare da quello di Caivano, Comune attualmente senza sindaco. Proteste di Don Maurizio Patriciello e di Forza Italia. I privati entrano nella gestione dell’emergenza con l’azienda Di Gennaro spa, un anno fa colpita da un gigantesco incendio le cui cause non sono state accertate. E’ il solito equilibrio a tratti oscuro di un ciclo di smaltimento fragile ed immobile da 10 anni.
A cura di Antonio Musella
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Le ecoballe di Taverna del Re a Giugliano (Napoli)
Le ecoballe di Taverna del Re a Giugliano (Napoli)

Il piano per lo smaltimento dei rifiuti della Regione Campania nel periodo di fermo dell'inceneritore di Acerra, che avrà lavori di manutenzione per 40 giorni, si baserà principalmente sull'invio all'estero dei rifiuti, come anticipato da Fanpage.it nelle settimane scorse. Nella conferenza dei servizi tra Regione Campania, Città Metropolitana di Napoli, società provinciali di smaltimento dei rifiuti e le altre amministrazioni provinciali della regione, è stato messo a punto il piano che prevederà una diversa gestione del conferimento negli impianti STIR della regione; il riempimento dei piazzali delle strutture; l'utilizzo se necessario di tutti i depositi attrezzati già esistenti in prossimità degli STIR in cui stoccare le balle. Infine, ed è questa la novità, l'utilizzo delle strutture private a cominciare dall'azienda Di Gennaro di Caivano, colpita proprio un'estate fa da uno spaventoso incendio di materiale plastico e rifiuti di altro genere la cui dinamica non è mai stata chiarita.

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Nessun nuovo sito, si usano quelli già esistenti

Il piano istituzionale prevede che i rifiuti raccolti dai Comuni vengano conferiti agli impianti STIR (sigla che significa  stabilimento di tritovagliatura e imballaggio rifiuti) che li tratteranno e realizzeranno le balle che riempiranno i piazzali. Grazie agli appalti assegnati dalla Regione Campania e dalla Città Metropolitana di Napoli i rifiuti verranno mandati all'estero con il ritmo di 3 navi a settimana per un totale di circa 10 mila tonnellate a settimana (ogni nave porta poco più di 3 mila tonnellate). Nel caso in cui il processo di svuotamento dei piazzali degli STIR via nave andasse a rilento, eventualità in verità assai probabile per l'estrema fragilità dell'attuale piano rifiuti della Regione Campania, verranno utilizzati i depositi attrezzati attualmente a disposizione delle società provinciali: Caivano, Giugliano, Marigliano, Battipaglia, Casalduni, Villa Literno.

Nessuno di questi siti è stato preventivamente designato, se vi sarà necessità sarà la conferenza dei servizi tra Regione e Province a decidere quale sarà utilizzato. In buona sostanza questi depositi ospitano le ecoballe ereditate dall'emergenza rifiuti di 10 anni fa, alcuni di questi depositi sono stati liberati parzialmente in base al piano di smaltimento della Regione Campania, lo spazio creato servirà per stoccare momentaneamente i rifiuti in attesa del conferimento all'estero. Nel caso in cui non dovessero bastare si farà uso di tutti i depositi a disposizione.

I privati entrano nell'affare

La novità viene dall'ingresso dei privati, a partire dalla Di Gennaro spa, l'azienda che si trova nella zona industriale di Pascarola a Caivano che proprio un anno fa fu vittima di un gigantesco incendio le cui cause non sono mai state chiarite. Ora, come annunciano Regione Campania e Città Metropolitana, saranno loro a dare la soluzione per la gestione dell'emergenza. L'azienda di Caivano nei prossimi giorni acquisirà dalla Regione Campania tutte le autorizzazioni necessarie per ospitare le balle e con un'ordinanza firmata dal Sindaco Metropolitano Luigi de Magistris si metterà a lavoro per accogliere le balle provenienti dagli STIR. Al momento non sono stati forniti dettagli sulle modalità che hanno portato a questa scelta (perché la Di Gennaro spa e non altre?) e su quella che sarà la spesa pubblica per depositare temporaneamente nei piazzali dell'azienda di Caivano le balle dei rifiuti. Intanto è stato decisa una modifica del conferimento presso gli impianti STIR: Caivano, gestito dalla A2A, sarà riservato prioritariamente al conferimento della città di Napoli, si riempiranno gli spiazzali e si utilizzeranno gli spazi circostanti dove sono ospitate le vecchie ecoballe. Sempre a Caivano si trova la ditta Di Gennaro che ospiterà altre balle dell'emergenza rifiuti, una circostanza che fa della città della provincia di Napoli senza dubbio il luogo dove maggiormente impatta il piano previsto dalla Regione Campania e dalle Province, arriveranno sul territorio circa 20 mila tonnellate di rifiuti.

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C'è da dire che attualmente il Comune di Caivano è retto da un commissario straordinario, non c'è il Sindaco, una circostanza che ha pesato non poco nelle scelte compiute dagli enti istituzionali rispetto al piano. Basti pensare a come l'ipotesi di usare preventivamente le piazzole liberate dalle ecoballe a Giugliano sia tramontata rapidamente dopo le proteste del sindaco Antonio Pozziello. Gli STIR di Tufino e Giugliano invece invieranno le proprie balle ai piazzali dell'impianto di Casalduni in provincia di Benevento. Anche questo impianto fu vittima oltre un anno fa di un incendio doloso che ne distrusse la struttura, da quel momento i rifiuti del Sannio sono stati lavorati dagli impianti STIR della provincia di Napoli, quindi in questo caso si è agito per compensazione. Il piano dunque non prevede nuovi siti e non indica a priori quali saranno i depositi già esistenti che saranno usati in caso di necessità, il tutto sarà seguito da riunioni periodiche della conferenza dei servizi che valuterà la situazione settimana per settimana. Il prossimo appuntamento è fissato per il 16 settembre.

Le proteste di Don Patriciello e quelle (smemorate) di Forza Italia

Il primo attacco al piano è stato quello del capogruppo di Forza Italia in Regione Campania Armando Cesaro: "Non è accettabile che Caivano, seppur temporaneamente, torni ad essere la pattumiera della Campania – ha detto Cesaro in una nota – per quanto riguarda i tempi dello stoccaggio non ci accontentiamo di semplici annunci del governo regionale, pretendiamo una data certa entro e non oltre la quale saranno rimosse tutte le ecoballe”. Eppure le ultime "ecoballe" prodotte in Campania, quelle che ancora oggi non sono state smaltite dall'amministrazione De Luca, portano la firma proprio di Cesaro. Fu suo padre, Luigi Cesaro ai tempi in cui svolgeva il ruolo di Presidente della Provincia di Napoli nel 2010 a portarle. Fu sua infatti la decisione di riaprire il sito di Taverna del Re a Giugliano per portare nuove ecoballe che ancora oggi sono lì. Attacca De Luca anche il parroco anti roghi di Caivano Don Maurizio Patriciello che sul suo profilo Facebook scrive: "A Caivano munnezza, ancora e solo munnezza, pretendono di essere creduti dopo tante promesse non mantenute". I comitati della provincia di Napoli sono mobilitati nelle prossime settimane per un'altra emergenza in verità, quella dei roghi tossici, il fardello della terra dei fuochi, tema diverso e molto più drammatico della gestione dei rifiuti solidi urbani. E proprio su questo tema si sta rilanciando la mobilitazione, mentre da un lato le istituzioni affrontano una emergenza ampiamente prevedibile con soluzioni di ripiego stoccando le balle sui territori, nulla viene fatto per contrastare il fenomeno dei roghi tossici. La prima manifestazione c'è stata a Lusciano in provincia di Caserta pochi giorni fa, altre ne seguiranno, come quella del 4 ottobre in programma ad Aversa. D'altronde sui rifiuti in Campania, da sempre, le emergenze sono più di una e sono ancora tutte lì irrisolte.

L'equilibrio fragile di 10 anni di immobilismo

L'inceneritore di Acerra è stato inaugurato nel 2009, dieci anni fa, ad oggi secondo i dati della Regione Campania, ottempera agevolmente al fabbisogno della regione bruciando oltre 600 mila tonnellate all'anno. Con l'aumento della raccolta differenziata in questi 10 anni, ad oggi risulterebbe del tutto inutile ed antieconomico, oltre che difficilmente sostenibile dal punto di vista ambientale, la costruzione di un nuovo inceneritore. Eppure, il piano rifiuti della Regione Campania vive di un equilibrio fragilissimo, in 10 anni non sono stati realizzati impianti di compostaggio (ne tantomeno i Comuni a cominciare da quello di Napoli si sono dotati di propri impianti), piattaforme pubbliche per il riciclo ed il riuso dei materiali, impianti intermedi di lavorazione alla cui voce si registrano oggi solo i vecchi STIR realizzati nei primi anni 2000 (circa 20 anni fa) ai tempi della gestione di Fibe-Impregilo. Basta un granello di sabbia per inceppare tutto e far rivivere ai cittadini campani la drammatica stagione dei cumuli di rifiuti nelle strade. Le due ultime amministrazioni regionali, quella di Stefano Caldoro e di Vincenzo De Luca non ha realizzato praticamente nulla sui rifiuti. I cinque anni di governo del centrodestra sono stati caratterizzati da qualche proclama dell'ex governatore che voleva realizzare altri inceneritori e nulla più. I 4 anni ed oltre di De Luca sono stati caratterizzati da piani che ad oggi sono miseramente falliti: dal ritardo cronico sullo smaltimento delle ecoballe all'incapacità fino ad oggi di realizzare impianti di compostaggio e dare impulso alla differenziata. Per questo sentir parlare ancora oggi di un'emergenza rifiuti che fa tremare i polsi alle istituzioni è francamente inaccettabile.

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Giornalista napoletano, a Fanpage.it dal 2012, videoreporter mi occupo di cronaca, politica, inchieste ed approfondimenti. Tra gli autori di alcune tra le più importanti inchieste di Fanpage.it, mi sono occupato tra le altre cose del caso Ilaria Alpi, delle navi dei veleni, delle attività oscure dei servizi segreti italiani, del contrabbando internazionale. Sono stato tra i primi giornalisti italiani ad occuparsi della Terra dei fuochi, pubblicando negli anni per Fanpage.it numerose inchieste e approfondimenti. Mi occupo da sempre dei temi legati all'ambiente su tutto il territorio nazionale. Ho fatto parte del team di giornalisti che hanno documentato i brogli alle primarie del Pd di Napoli nel 2016 e alle successive elezioni comunali del capoluogo partenopeo documentando il voto di scambio. Vincitore nel 2019 del "Premio Landolfo" e del "Premio Donelli". HO pubblicato 5 volumi tra cui: "Chi comanda Napoli" (Castelvecchi 2012), "Il paese dei Veleni" (Round Robin 2014), "Nuovi Schiavi" (Round Robin 2015).
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