Abbandonato di nuovo dagli operai, per una decina di giorni, il cantiere Unesco di Porta Capuana, lo scorso maggio finito nel mirino della camorra, che aveva chiesto il pizzo alla ditta. La società, sotto minaccia, aveva lasciato il sito per alcuni giorni per tutelare i lavoratori e il restyling era ripreso solo dopo l'intervento delle forze dell'ordine. Ma il cantiere la settimana scorsa è stato nuovamente abbandonato a sorpresa dagli operai. Il materiale lasciato all'interno dell'area transennata. Il motivo della sospensione, però, questa volta sembra essere legato ai fondi a disposizione per eseguire i lavori.

Le ditte del subappalto, infatti, non sarebbero state pagate tempestivamente. Per questo motivo, gli operai, in segno di protesta, avrebbero lasciato il cantiere. Non appena è stato informato, il Comune ha convocato una riunione urgente con i dirigenti tecnici, responsabili del restyling, che si è tenuta venerdì scorso. Durante l'incontro sono state date rassicurazioni agli operai sulla copertura finanziaria dell'opera. Ciò nonostante, però, il cantiere è rimasto bloccato fino a ieri. Soltanto questa mattina gli operai sono tornati a lavoro, dopo una decina di giorni di sospensione.

Una storia travagliata quella del cantiere di Porta Capuana, finito nel mirino del racket dei clan, che gli avevano chiesto il pizzo. Il caso risale al 7-8 maggio scorsi. La ditta esecutrice dell'appalto denunciò di essere stata costretta ad abbandonare il cantiere per garantire la sicurezza dei propri lavoratori dopo le minacce subite per due giorni consecutivi dagli uomini del clan che si erano recati direttamente sul cantiere. Immediato l'intervento delle forze dell'ordine che ha portato anche all'arresto di un pregiudicato pochi giorni dopo il fatto. La ditta aveva quindi ripreso i lavori.