In questa prima domenica di marzo, Napoli si è svegliata al caldo di un sole che è anticipo di primavera. L'aria buona, si sa, unisce anche le migliori delle intenzioni e chissà che non sia stato questo a fungere da apripista per la grande affluenza nei seggi allestiti in tutta la città di Napoli per le primarie del Partito Democratico.

E in quella che è una sfida a tre tra Nicola Zingaretti, Maurizio Martina e Roberto Giacchetti, passeggiando con curiosità pressi il seggio 29, quello istituito dal Circolo Pd al Corso Secondigliano 198 (proprio di fianco alla storica Villa Alfieri), si ha la netta sensazione che possa avere la meglio proprio il Governatore del Lazio. Perché? Provando a intercettare il "sentiment" degli elettori nel corso della mattinata, a occhio una nutrita maggioranza di over 60, c'erano pochi dubbi: "o frate ‘e Montalbano, ‘o frate ‘e Montalbano!". 

La grande capacità di sintesi del popolo napoletano, un fiore all'occhiello che è da sempre croce e delizia per le dinamiche di questa complessa città, trasforma Nicola Zingaretti ne "o frate ‘e Montalbano", il fratello del Commissario Montalbano, da non confondere con un altro fratello ben più famoso, quello di Parascandolo protagonista in "Così parlò Bellavista". Sugli effetti reali, sui "se" e su i "quanto" possa effettivamente influire la "parentela illustre" del Governatore che vuole rilanciare le ambizioni del Partito Democratico nazionale agli occhi degli elettori (napoletani e non), lo lasciamo a un altro terreno, quello della statistica, dell'analisi e dei sondaggi. Premesso questo, la vox populi di questa mattina, non ha lasciato spazio a dubbi e, anzi, ha strappato anche qualche candido sorriso. L'amore e l'affetto per il personaggio nato dalla penna di Andrea Camilleri e interpretato da Luca Zingaretti, sembra colpire di riflesso anche il candidato a segretario del Pd: "o frate ‘e Montalbano è forte!".