«Cosa puoi dire a un figlio? Mi chiede una cosa a cui non so rispondere». Pasquale Di Puorto parla a fatica, trattiene a stento le lacrime. Il pensiero corre a suo figlio Emilio, ora in carcere a Cadice, con l'accusa di aver sferrato un calcio in pieno volto a un ragazzo spagnolo, durante una rissa. «Mio figlio non è un violento», spiega a Fanpage.it al termine di una giornata in cui non ha mai smesso di pregare per le condizioni del giovane, ora in ospedale. «Chiedo scusa ai genitori e spero che il ragazzo si riprenda al più presto. Anche se non lo conosco è un figlio di famiglia, mia moglie sta male, penso alla mamma di quel ragazzo come può stare».

Racconta che la preoccupazione cresce di ora in ora soprattutto per il 30enne iberico: «Mio figlio, diciamo, so che sta bene. Sono più preoccupato per quel ragazzo che sta male», continua Pasquale Di Puorto. Chiede scusa per la voce rotta dal pianto, ma anche per quanto successo a Cadice, dove Emilio è in Erasmus, da cui sarebbe tornato il mese prossimo. La famiglia lo attendeva per una piccola festa, per sostenerlo, come continuava a fare ogni giorno con molti sacrifici. Emilio, che tra poco compirà 29 anni, aveva lasciato gli studi e aveva deciso di riprenderli da poco. Come suo fratello minore, voleva diventare avvocato. «Non è un violento, altrimenti non l'avrei mandato in Erasmus in Spagna», ripete papà Pasquale.

Intanto sembrerebbero gravi le condizioni del ragazzo colpito alla faccia durante la rissa. Non sarebbe in pericolo di vita, ma i medici lo tengono sotto stretta osservazione all'ospedale di Puerta del Mar. L'accusa per Di Puorto sarebbe di lesioni, ma potrebbe cambiare a seconda dell'evolversi della situazione clinica del giovane, diventando tentato omicidio. Per il momento il 29enne resta in carcere. È stato trasferito nel penitenziario di Puerto II dopo la convalida del fermo. Il giudice ha deciso di confermare l'arresto e ha disposto la liberazione degli altri tre italiani fermati con lui. Il video della rissa è stato  diffuso dal quotidiano spagnolo Diario De Cadiz, che ha riportato anche la notizia della convalida dell'arresto. Immagini forti, crude, in cui si vedono le fasi della rissa fino al momento in cui lo spagnolo, ora in ospedale, cade a terra, colpito da un pugno al volto. Poi il calcio che gli farà perdere completamente i sensi.

Quando al padre di Emilio si chiede cosa vorrebbe dire a suo figlio ora, se potesse abbracciarlo e se non fosse a chilometri di distanza, prende una lunga pausa poi, con quel poco di forza rimasta, risponde in lacrime: «Cosa  puoi dire a un figlio? Mi chiede una cosa a cui non so rispondere. Da una parte gli tirerei le orecchie, perché non è da lui fare quelle cose. Dall'altra vorrei tenerlo un po' vicino».