Qual è il modo migliore per diventare l'unica notizia politica del giorno di Ferragosto? Eccedere. E Matteo Salvini ha un modo per andare oltre il Papeete Beach? Forse sì: presentarsi il prossimo 15 agosto in una cittadina da poco meno di trentamila abitanti, due terzi dei quali sono immigrati, di cui circa 15mila irregolari. Questa città ha un nome: Castel Volturno. I dati sull'immigrazione non sono di Salvini ma del suo predecessore, Marco Minniti, esponente del Pd che parlò della cittadina domizia come «terra difficile e martoriata».

Dunque il Matteo show d'agosto sarà sempre su un litorale, non quello di Milano Marittima, location più da film di Jerry Calà che da ragionamento politico, ma su un litorale avvelenato da miasmi, incancrenito di malavita organizzata e percorso da tensioni d'ogni tipo, non ultima quella connessa alla presenza di immigrati e all'assenza pressoché totale di servizi d'ogni tipo.

Vincenzo De Luca fino a qualche mese fa era convinto di poter semplicemente ‘ignorare' la presenza di Salvini in Campania e  – con la forza del governo regionale   – ‘annettere' pezzi ex Forza Italia al suo progetto Campania Libera e quindi sostanzialmente galleggiare anche in barba alla crisi regionale del Partito Democratico. Così non è stato. Salvini vuole entrare mani e piedi nella partita delle Elezioni Regionali in Campania del 2020, non solo in quella per il Comune di Napoli e il suo prossimo sindaco. Dunque il presidente della Regione Campania ha preso ad attaccare il leader della Lega Nord come di solito fa   in questi casi: «Salvini – dice – è uscito al naturale. Lo avevamo lasciato vestito con i giubbini della Michelin, e lo ritroviamo con i mutandoni da bagnino. Ma soprattutto ci ha regalato una sua performance contro i meridionali, come ai bei tempi. Forte dell’autorità morale dei 49 milioni di euro sottratti agli italiani, forte dell’immenso prestigio conquistato nei picnic fatti con i suoi compagni di merende sui prati di Mosca, lancia un anatema contro gli amministratori del Sud, in gran parte “ladri e grassatori”. È giusto il caso di ricordargli che dal Sistema dei Conti Pubblici territoriali (Rapporto 2018) risulta che nella spesa pubblica la Campania riceve 10.829 euro pro capite rispetto ai 14.985 del Centro Nord (-4.156) a testa».

Siccome d'avvertimento (politico, s'intende) trattasi, il ‘trattamento De Luca' a questo giro non è il muro contro muro, ma fa intravedere uno spiraglio: «Ribadisco il mio rispetto e la mia amicizia con tanti amministratori del Nord, anche leghisti. Ma non è tollerabile un linguaggio e un atteggiamento di offesa permanente. Ce la farebbe Salvini a fare un dibattito pubblico su questi temi fra un tweet e l’altro?» dice De Luca. La parafrasi è : lascia stare la Campania. Cosa è intenzionato a fare il vicepremier lo capiremo meglio a Ferragosto.