Da una parte c'è Matteo Salvini, maglia verde col numero 49 sulle spalle, un rosario in una mano e una pistola nell'altra. Di fronte a lui, due africani seminudi in versione zombie. Dalla canna dell'arma, come se fosse una di quelle dei cartoni animati, spunta un cartello: invece del "bang", un'altra scritta: "game over". L'opera, intitolata "La pacchia è finita", è tra quelle esposte nella mostra collettiva Virginem=Partena, curata da Biancamaria Santangelo ed inaugurata oggi, 23 novembre, nella galleria Nabi Interior Design di via Chiatamone, nel centro di Napoli.

L'autore della scultura è Salvatore Scuotto, del gruppo La Scarabattola, tra le formazioni più creative dei maestri presepiali e sicuramente tra le più controcorrente: sono gli artigiani che hanno reinterpretato i presepi inserendo donne nude, diavoli e femminielli. Alla mostra Scuotto partecipa in proprio, col nome d'arte Morales, ovvero, come lui stesso ha spiegato, il cognome della madre, che durante il fascismo fu italianizzato tagliando via la esse finale.

Nella stessa mostra sono esposte altre due opere di Scuotto: "Mamma negra", una donna di colore incinta che implora alzando la mano destra, e "Sinera", gioco di parole che indica una sirena nera, una donna africana con la coda di pesce che stringe al petto due bambini per salvarli dall'annegamento; uno dei bimbi indossa una maglietta rossa: è Alan Kurdi, il bambino di etnia curda siriana di tre anni diventato una icona della crisi migratoria europea quando fu diffusa la fotografia del suo corpo senza vita, annegato mentre cercava con la famiglia di raggiungere l'Europa.