La firma del protocollo d’intesa sulla terra dei Fuochi in Campania
in foto: La firma del protocollo d’intesa sulla terra dei Fuochi in Campania

«Da oggi chiameremo la Terra dei Fuochi la Terra dei Cuori»: nemmeno il peggior paroliere di canzoni neomelodiche avrebbe osato tanto. La locuzione che maldestramente il presidente del Consiglio Giuseppe Conte tenta di coniare a Caserta, firmando un protocollo di azioni «per contrastare i roghi di rifiuti tossici» mentre un ministro scappa a farsi un selfie e un presidente della Regione sbatte la porta strillando, ci riporta agli sfaceli dell'era Berlusconi, quella in cui l'allora premier veniva un giorno sì e l'altro pure in Campania insieme a Guido Bertolaso.

Cosa prevede questo protocollo d'intesa sulla Terra dei Fuochi? Soluzioni già sentite nel corso di vent'anni e più: militarizzazione del territorio, come se fosse il luogo degli sversamenti il problema e non chi getta veleni. Uomini che non conoscono le vaste zone a Nord di Napoli e a Sud del Casertano piazzati a presidiare lande deserte. Saranno "aiutati" indovinate da cosa? "Droni e satelliti". Lo assicura il governo e la rassicurazione assomiglia ad una storia pure quella già sentita negli anni. Infatti, stando a quanto annunciato nel corso del tempo, sulla Campania ci sarebbero dovuti essere più droni che su Israele e più satelliti che sulla rampa di lancio di Cape Canaveral. Sono tutti elementi che peraltro gli stessi Cinque Stelle da oppositori della Regione di De Luca hanno sempre contestato. E ora? Che diranno, ora?

Quali sono i veri problemi della Terra dei Fuochi, oggi? Ovviamente altri e tutti se ne guardano bene dal parlarne: la cittadella della monnezza,  cioè le ecoballe da smaltire e la cui procedura di rimozione va a rilento nonostante le promesse di governi e della Regione Campania; i fanghi, i maledetti fanghi delle depurazioni stoccati in ogni dove, che sono stati oggetto di una clamorosa inchiesta giornalistica, quella di Fanpage.it, Bloody Money, che ha dimostrato le grandi forze in campo per spartirsi la torta dello smaltimento. Quando uscì l'inchiesta furono proprio gli esponenti dell'attuale governo, in particolare quelli del Movimento Cinque Stelle, a tuonare contro il sistema rifiuti assicurando un "cambiamento". E dove sta questo cambiamento?

Ora hanno lo scettro di comando e che propongono? Soldatini e aeroplanini con foto? Immaginiamo l'imbarazzo di gente come l'attuale ministro dell'Ambiente Sergio Costa: in cuor suo sa che è un piano assolutamente insufficiente, una passerella inconsistente. Eppure oggi il governo  intero, i due azionisti di maggioranza Matteo Salvini e Luigi Di Maio, insieme al premier-travicello, si sono prestati a questa pantomima. Si dice spesso di «lasciarli lavorare»: li lasceremo lavorare. Ma gli occhi saranno sempre aperti: il pluridecennale scandalo dei rifiuti in Campania non è ancora finito.