L’incendio divampato nell’azienda di rifiuti a Pascarola, comune di Caivano, dello scorso 25 agosto 2018.
in foto: L’incendio divampato nell’azienda di rifiuti a Pascarola, comune di Caivano, dello scorso 25 agosto 2018.

Il titolare della "Di Gennaro spa", una ditta privata che si occupa di gestione dei rifiuti, è stato sospeso dall'attività per incendio colposo. La misura interdittiva, valida per dodici mesi, è stata emessa dal giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Napoli Nord nei confronti dell'uomo, legale rappresentante della società e titolare della stessa, al termine delle indagini coordinata dalla Procura della Repubblica presso il tribunale di Napoli Nord ed eseguita dai carabinieri del Nucleo Investigativo di Polizia Ambientale, Agroalimentare e Forestale dei carabinieri di Napoli assieme ai colleghi della tenenza di Caivano.

L'incendio per il quale l'uomo assieme alla ditta da lui gestita sono stati sanzionati, è quello dello scorso 25 luglio 2018. L'amministratore delegato della società è stato sanzionato per non aver messo in atto quanto dovuto per la sicurezza del sito: già poco prima dell’incendio, infatti, era avvenuta una verifica da parte delle forze all'interno dell’azienda, ed erano state impartite precise disposizioni in materia ambientale, che avrebbero dovuto scongiurare i pericoli d’incendio. Ma questo non sarebbe avvenuto: e così per il titolare è scattata l'interdittiva, per incendio colposo. La ditta è la stessa alla quale la Città Metropolitana di Napoli ha affidato appalto per lo stoccaggio delle ecoballe.

Già nei primissimi giorni che seguirono l'incendio, che vide andare in fiamme migliaia di tonnellate di ecoballe (contenenti in massima parte plastica e carta), iniziò invece a delinearsi l'ipotesi che l'origine fosse dolosa, soprattutto grazie alle analisi dei filmati del sistema di videosorveglianza dell'azienda stessa, nelle quali si sarebbe notato il movimento di alcune persone tra le balle stoccate all'interno nell'azienda, proprio pochi minuti prima che le fiamme si sviluppassero riducendo in cenere le migliaia di tonnellate di rifiuti stoccati al suo interno. L'incendio causò anche un forte allarme sociale, visto che in molti lamentavano che l'incendio potesse avere ripercussioni per la salute dei residenti dell'area, che sorge proprio nella cosiddetta "Terra dei Fuochi", anche se i primi risultati dell'Arpac parlavano di "valori nella norma".