Per qualcuno che si dispera c'è sempre qualcuno che gioisce. Nel caso delle elezioni regionali in Umbria per trovare un sorriso nel centrosinistra bisogna cambiar regione e scendere in Campania: a Palazzo Santa Lucia, sede della Regione Campania, Vincenzo De Luca sfodera il suo miglior ghigno. Il naufragio del patto fra Partito Democratico e Movimento 5 Stelle spazza via parte degli ostacoli contro la ricandidatura dell'attuale presidente della giunta campana, esponente Pd, del tutto intenzionato a proporsi alle Elezioni Regionali 2020 in Campania per governare altri 5 anni. Sabato scorso De Luca ha riunito i suoi pretoriani, quelli della sigla Campania Libera, per serrare le fila. Il risultato umbro ha rafforzato la convinzione di una candidatura in discesa: almeno nel Partito democratico non dovrebbero esserci problemi, anche vista la praticamente nulla capacità di esprimere alternative all'ex sindaco-sceriffo di Salerno. Che dalla sua ha consensi (i voti di De Luca sono nel Salernitano, nel Casertano e in parte della provincia di Napoli) e finanziatori di una lunga e dispendiosa campagna elettorale.

A sinistra, da Articolo 1 alla truppa (ormai sempre più sfilacciata) che fa riferimento al sindaco di Napoli Luigi De Magistris,  c'è gran voglia di trovare nomi differenti, di contrapposizione quanto meno nella scelta, per evitare una ricandidatura scontata di ‘Vicienzo‘, la cui biografia tutto suggerisce, fuorché elementi politici di sinistra.  Veti o no, per il momento ci sono solo generici mugugni, niente di concreto sulla strada del Salernitano. Dema vorrebbe creare una sua lista di disturbo con i principali esponenti della sua attuale giunta comunale, fra i quali il vicesindaco Enrico Panini, Alessandra Clemente, Ciro Borriello, Carmine Piscopo. Ma senza coalizione dove si va? Da nessuna parte.

M5S: senza patto nessuno si candida?

E il Movimento Cinque Stelle? All'inizio, quando l'ipotesi del patto col Pd era ancora in piedi, i nomi dei due ministri Sergio Costa (Ambiente) e Vincenzo Spadafora (Sport) erano quelli più gettonati. Senza patto, difficilmente i due si proporranno. Restano la capogruppo Valeria Ciarambino, legata a Luigi Di Maio, mentre l'area di Roberto Fico esprimerebbe, dai territori di Salerno, Benevento e Avellino il consigliere regionale M5S del Cilento Michele Cammarano.

Centrodestra in Campania: Stefano Caldoro ricandidato

Diverso è il discorso del centrodestra: il trittico Matteo Salvini-Silvio Berlusconi-Giorgia Meloni, ovvero Lega, Forza Italia, Fratelli d'Italia, ha concrete chance di giocarsi la presidenza della Regione Campania nel 2020. Ma chi candiderà? Imprenditori campani (immobiliaristi e settore sanità) si starebbero muovendo per finanziare una possibile campagna di Stefano Caldoro, già sottosegretario con Berlusconi e governatore fino al 2015. Caldoro ci riproverebbe e stavolta è convinto di farcela. La possibilità che entri in campo Mara Carfagna, in rotta con Forza Italia e corteggiata da Matteo Renzi e dalla sua Italia Viva è debole. C'è l'ipotesi di Severino Nappi, ex assessore regionale al Lavoro che mai ha perduto la speranza in tal senso, così come Paolo Russo, parlamentare e responsabile sud di Forza Italia.