Continuano le ricerche di Nikolic Rade, il detenuto serbo evaso durante un permesso nel campo rom di Secondigliano.  Il termine della pena era fissato per il  2038 ma Rade ha deciso di evadere, fuggendo dalla finestra del bagno, grazie a uno stratagemma. Era detenuto nel carcere di Frosinone, dove scontava una pena per diversi reati. Scortato da 7 agenti aveva ottenuto un permesso, rilasciato dal Magistrato di Sorveglianza presso il  tribunale di Frosinone, che prevedeva la possibilità di trascorrere due ore con la famiglia, in particolare con il figlio, la cui condizione avrebbe potuto trarre beneficio dalla visita paterna.

Una volta arrivato a Secondigliano, dopo circa un'ora e mezza di colloquio, quando ormai le ore a disposizione stavano per terminare, il figlio pare abbia avuto un malore. Approfittando della confusione e dell'agitazione dei familiari, Rade si è dato alla fuga. Al momento non è ancora chiaro se sia stato aiutato nel suo piano di evasione. Secondo fonti investigative, l'uomo potrebbe essersi allontanato a bordo di una Mercedes. Le ricerche sono proseguite anche nel corso della notte e continuano per trovare il fuggitivo.

A rendere nota l'evasione del detenuto è stato anche Aldo Di Giacomo, segretario generale del sindacato S.PP. di Polizia Penitenziaria: "Il pericoloso detenuto era scortato da sette uomini, quattro del carcere di Frosinone da cui era stato tradotto e tre di supporto dal carcere di Secondigliano. È ora di smetterla con questo buonismo nella concessione di permessi dai quali ne scaturisce un elevato indice di evasione. Noi ancora una volta siamo dalla parte delle vittime e dei poliziotti penitenziari".

Sull'episodio è intervento anche il sindacato dell'Osapp denunciando la mancanza "di maggior coordinamento territoriale tra le forze dell'ordine quando avvengono queste concessioni premiali. Purtroppo oggi, la Polizia Penitenziaria entra poco in gioco in questa concessione di benefici premiali, ma ad avviso dell'Osapp, il G.O.T. gruppo osservazioni e trattamento, dovrebbe avere un peso più rilevante in queste decisioni, stabilendo un protocollo equo per tutta la Nazione".