L'ultimo l'hanno potuto vedere tutti coloro che erano ai suoi funerali a Napoli: i palloncini infelici dai quali si stacca uno solo, che sorride. Luciano De Crescenzo fu anche illustratore e disegnatore oltre che fotografo e tutto ciò che sappiamo. Quel disegno dei palloncini, realizzato ai tempi del suo impiego come ingegnere nell'Ibm di Napoli, per volontà della figlia Paola è stato stampato e diffuso a coloro che hanno preso parte ai funerali del poliedrico artista napoletano morto a 90 anni. Ci sono molti altri disegni del filosofo-ingegnere, custoditi nel vastissimo archivio di famiglia tenuto nella casa di Luciano, tratteggi a matita che in alcuni casi sono stati anche da spunto per copertine dei libri, ultima quella di "Napolitudine" scritto con Alessandro Siani: i due pini napoletani che prendono il caffè con il Vesuvio alle spalle.

Nel 2015 una parte di queste vignette ironiche e disegni furono oggetto di una mostra in città. Prima ancora furono oggetto di una mostra le fotografie di Luciano, quelle immagini da fotografo di strada che in parte rappresentarono una sceneggiatura visiva di quello che sarebbe poi stato il film "Così parlò Bellavista".

Non solo libri e film, dunque: l'eredità intellettuale di Luciano De Crescenzo abbraccia molti ambiti. Ora toccherà capire come onorare questa personalità così poliedrica e ricca di interessi. Il Comune di Napoli ha annunciato una serie di iniziative per celebrare Luciano e il suo rapporto con la filosofia e il grande contributo alla divulgazione della materia anche presso coloro che raramente leggono o non hanno studiato questi argomenti così affascinanti.