Sono 34 le scosse di terremoto avvenute stanotte a Pozzuoli. Uno sciame sismico nel quale tre scosse sono state particolarmente forti, e spaventato anche la popolazione. La maggiore, di magnitudo 3.1, è stata avvertita anche nell'area occidentale di Napoli (Fuorigrotta, Pianura, Soccavo) e nei quartieri collinari (Posillipo, Vomero). Fanpage.it ha contattato la dottoressa Francesca Bianco, direttrice dell'Osservatorio Vesuviano dell'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, che ha spiegato meglio lo sciame sismico di questa notte.

"I Campi Flegrei sono una caldera attiva", ha spiegato la dottoressa Francesca Bianco a Fanpage.it, "e dal 2005 è in corso una crisi bradisismica, ovvero un sollevamento dell'area. Nel punto in cui si è avuto il rialzo più consistente, nel Rione Terra, si è registrato un innalzamento del suolo di 77 centimetri: si tratta di una deformazione che, man mano che ci si allontana dal Rione Terra, diminuisce anche di molto. Ogni volta che nell'area dei Campi Flegrei c'è un fenomeno di sollevamento", ha spiegato, "c'è sempre una criticità e non è affatto inusuale che si verifichi in sciami. Quindi si tratta di una situazione normale, normale tra virgolette, sempre legata ad un fenomeno in corso come questo. C'è sempre attenzione sulla zona, e ci deve  essere consapevolezza: chi vive in un'area attiva come questa deve sapere che fenomeni come questo possano accadere, altrimenti non si tratterebbe di un vulcano attivo", ha aggiunto la dottoressa Bianco.

"Lo sciame sismico in area flegrea, in presenza di crisi di bradisismo come quella che stiamo osservando dal 2005, sono abbastanza comuni. Quello di oggi è iniziato alle 3.51 di stanotte e si è protratto fino alle 7.23, orario dell'ultima rivelazione. Lo sciame", ha aggiunto ancora la dottoressa Bianco a Fanpage.it, "è stato costituito da 34 scosse di terremoto, con magnitudo tra 0 di minima e 3.1 di massima. L'area interessata è quella tra la Solfatara e Pisciarelli, mentre la profondità degli eventi varia tra l'uno ed i due chilometri e mezzo, che è poi la profondità tipica degli eventi flegrei. Si tratta dell'evento energetico più forte dalla crisi bradisismica del 2005, ma non è la prima volta che osserviamo questa magnitudo: la stessa si era registrata in uno sciame del 6 dicembre del 2019, sempre nell'area interessata", ha concluso quindi la dottoressa Bianco.