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Opinioni
3 Novembre 2018
13:01

“Non sei razzista, sei stronzo”: la donna di Napoli difende gli immigrati sul treno Circum

Ecco cosa è accaduto sul treno della Circumvesuviana a Napoli, dove un ragazzo ha dato sfogo ai suoi istinti razzisti contro un gruppo di immigrati srilankesi e pakistani, difesi da Maria Rosaria, professione sarta, una donna sorprendentemente caparbia e coraggiosa che con le parole ha messo fuori combattimento il giovane xenofobo. Il tutto è stato ripreso da un video diventato in poche ore virale sui social network.
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C'è un video amatoriale, iniziato a circolare su Facebook che riprende una aggressione di stampo razzista avvenuta su un treno della Circumvesuviana di Napoli. Vittima un gruppo di immigrati (se ne vede uno in primo piano) che sono pakistani e srilankesi vengono difesi con forza e coraggio da una donna di mezza età, napoletana che risponde con durezza e tagliente ironia al ragazzo vestito di nero che continua a sostenere le sue ragioni xenofobe.

Nel dialogo il giovane dice «sti piezz ‘e merda…» rivolgendosi agli immigrati.
La donna che resta sempre seduta, replica: «Invece sei tu che sei scemo! Scemo, razzista e aggressivo, vatti a buttare…».

«Io non mi vergogno, l'Italia è nostra» replica il giovane con suoni gutturali.
«Non sia mai! L'Italia è tua? Guarda preferisco sia la loro non la tua. Tu sei razzista e sei stronzo».

Ad un certo punto il ragazzo mugugna qualcosa di minaccioso e fa capire che si sta arrabbiando; la donna non si perde d'animo: «Piglio ‘o mbrello e t'o' scasso ncapa», prendo l'ombrello e te lo rompo in testa dice.

L'uomo che ha ripreso la scena (il video dura poco meno di 1 minuto e mezzo) racconta anche dell'altro che non si vede dal filmato, interrotto prima: «Il ragazzo – racconta – si alza e se ne va imprecando malamente ma si ferma davanti alla porta di uscita, come in attesa. Quando la signora, tre fermate dopo, fa per alzarsi, per niente intimorita e con un sorriso sereno – nient’affatto beffardo – non si fa nessun problema a prendere l’uscita verso la porta dove sta sostando il tipo. A questo punto un altro ragazzo, un manovale stanco di fatica e sporco di calce, chiaramente uno straniero dell’est europa, si alza e la segue alla porta. Quando il treno si ferma, la signora scende, il tipo che inveiva e che l’aveva guardata con rabbia all’approssimarsi della fermata rimane sull’uscio e l’ucraino, una volta chiusasi la porta, torna a sedersi. Aveva seguito la signora per assicurarsi che non fosse aggredita vigliaccamente mentre scendeva».

alcuni fotogrammi del video
alcuni fotogrammi del video

Si tratta dunque di una storia che inevitabilmente si presta al commento in questi giorni di aggressioni razziste sui mezzi pubblici (il caso di Roma dell'indiano picchiato è emblematico). Umberto De Gregorio, presidente dell'Eav, l'azienda di trasporti regionale che gestisce la Circumvesuviana ha rapidamente individuato l'identità della donna: «La voglio ringraziare personalmente ed a nome di Eav. Lo voglio fare di persona e da vicino. E voglio consegnarle un premio speciale ‘cittadini protagonisti’. Viva il coraggio, il coraggio ci renderà liberi». La donna che ha reagito in maniera così composta ed efficace è Maria Rosaria Coppola, costumista al Centro di produzione Rai di Napoli. Ha spiegato ai microfono di Fanpage.it quanto accaduto in quei concitati momenti: . "Non ho avuto paura, solo rabbia per quello che stava accadendo davanti ai miei occhi".

La signora, piuttosto stranita dall'enorme impatto mediatico dell'accaduto, contattata dal Presidente di Eav Umberto de Gregorio ha detto che solo dopo i fatti ha pensato di aver in effetti corso il rischio di una aggressione (visto che peraltro praticamente nessuno dei numerosi presenti ha mosso un dito a sua difesa). Nessuna ulteriore notizia del giovane xenofobo in felpa nera col cappuccio.

 
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Giornalista professionista, capo servizio di Napoli a Fanpage.it. Insegna Etica e deontologia del giornalismo alla LUMSA. Ha un podcast che si chiama "Saluti da Napoli". È co-autore dei libri Il Casalese (Edizioni Cento Autori, 2011); Novantadue (Castelvecchi, 2012), Le mani nella città e L'Invisibile (Round Robin, 2013-2014). Ha vinto il Premio giornalistico Giancarlo Siani nel 2007 e i premi Paolo Giuntella e Marcello Torre nel 2012.
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