I fratelli Antonio e Armando Del Re
in foto: I fratelli Antonio e Armando Del Re

L'agguato è maturato in un contesto criminale, di cui fa parte sia la vittima sia chi ha sparato, l'azione è stata "volutamente spettacolarizzata" e con "assoluta indifferenza per il destino di persone estranee, in particolare di donne e bambini". In altre parole: è stato un gesto intenzionalmente clamoroso, per commettere il quale chi ha premuto il grilletto sapeva che qualcun altro sarebbe potuto andarci di mezzo ma, semplicemente, se n'è fregato. Sono le motivazioni con cui, il 21 giugno scorso, il Tribunale del Riesame ha confermato gli arresti dei fratelli Armando Del Re e Antonio Del Re, ritenuti responsabili, il primo come esecutore e l'altro come supporto, dell'agguato del 3 maggio scorso in piazza Nazionale, a Napoli, quando fu quasi ucciso Salvatore Nurcaro, reale obiettivo, ma rimase gravemente ferita anche la piccola Noemi e una pallottola ferì di striscio la nonna della bimba.

L'agguato a Nurcaro maturato in contesto di camorra

Nelle pagine delle motivazioni dell'ottava sezione del Riesame (presidente Antonio Pepe, a latere Maria Vittoria Foschini e Alessandra Maddalena) viene ricostruito anche lo scenario criminale in cui è maturato l'agguato. I fratelli Del Re sono ritenuti vicini ai Rinaldi, che a loro volta sono collegati al clan Contini, circostanza che avrebbe permesso a loro una libertà di movimento in piazza Nazionale, che storicamente è nelle aree di influenza del clan di Eduardo ‘o Romano.

I due fratelli Del Re, difesi dagli avvocati Claudio Davino, Leopoldo Perone e Antonietta Genovino, hanno sempre negato qualsiasi addebito e non si esclude che ora presentino ricorso in Cassazione.

Sconosciuto il movente dell'agguato in piazza Nazionale

Quello che rimane invece ancora non chiaro è il movente, che non è venuto fuori nemmeno dalle intercettazioni ambientali effettuate in ospedale dove era ricoverato Nurcaro per la sua lunga convalescenza. Una delle piste seguite dagli inquirenti è quella di un grosso debito che Nurcaro avrebbe contratto con Armando Del Re, ma restano in piedi anche le ipotesi che portano al controllo delle piazze di spaccio su San Giovanni a Teduccio; a una vendetta per un'aggressione subìta dal figlio di Antonio Marigliano, esponente del clan Formicola; questioni personali legate alla separazione di Salvatore Nurcaro con la moglie.