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Opinioni
1 Gennaio 2019
14:30

Ogni Capodanno scopro che sempre più napoletani hanno in casa una pistola pronta a sparare

Potrà anche essere una percezione non suffragata da dati certi, però a Napoli ci sono pistole pronte a sbucare ad ogni evenienza. Te ne accorgi a Capodanno quando vengono usate per folli festeggiamenti. E nel resto dell’anno queste armi da dove escono, chi le porta addosso, a cosa servono realmente?
A cura di Ciro Pellegrino
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foto di repertorio
foto di repertorio

Sapete cosa è un dato empirico? È una percezione non fondata sui dati ma sull'esperienza immediata, sulla pratica. Non c'è scientificità in un dato empirico, quindi i giornalisti dovrebbero evitarli per trarre conclusioni generali. Tuttavia è compito dei giornalisti anche riportare le storie che hanno raccolto, collegarle e – quando necessario – lanciare un allarme se la situazione lo richiede.

Ebbene, non è forse allarmante scoprire ad ogni Capodanno, dopo ogni notte di San Silvestro fatta di zolfo, bombe, bengala colorati e pum, pum, pum, colpi secchi usciti da un'arma automatica, che nelle case, nei vasci, nei vicoli di Napoli ci sono pistole pronte a sbucare ogni qual volta il proprietario ne sente la necessità?

Ieri a Secondigliano – può testimoniarlo molta gente che riconosce il rumore per triste esperienza accumulata in anni, c'è gente che ha scaricato interi caricatori in aria. Nella zona di Porta Capuana e Porta Nolana qualcuno si è trovato sul balcone, sui terrazzi ogive di proiettili (è la parte anteriore, la cosiddetta ‘botta' quella che esplode e si conficca nei muri, o nei corpi).

Accade ovunque, in molte parti d'Italia – ci si dice per diluire le responsabilità o attutire le paure. Quella pistola viene usata 1 giorno su 365 per festeggiare. Ma nel resto dell'anno che ci fa quella pistola nel cassetto? Sono tutte legalmente detenute queste armi? Da dove escono, per cosa  vengono usate, quale padrone servono? Sarà anche un dato empirico quello della maledetta notte di Capodanno, ma negarlo non si può. Né far finta di nulla.

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Giornalista professionista, capo servizio di Napoli a Fanpage.it. Insegna Etica e deontologia del giornalismo alla LUMSA. Ha un podcast che si chiama "Saluti da Napoli". È co-autore dei libri Il Casalese (Edizioni Cento Autori, 2011); Novantadue (Castelvecchi, 2012), Le mani nella città e L'Invisibile (Round Robin, 2013-2014). Ha vinto il Premio giornalistico Giancarlo Siani nel 2007 e i premi Paolo Giuntella e Marcello Torre nel 2012.
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