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Comune di Napoli, dopo Auricchio i nuovi equilibri girano intorno ad Alessandra Clemente

Dopo le dimissioni da capo di gabinetto di Attilio Auricchio cambiano tutti gli equilibri nell’amministrazione comunale. All’apice c’è Alessandra Clemente che presto potrebbe diventare vice sindaco. Incerto il futuro dell’assessore all’ambiente Raffaele Del Giudice. Con Auricchio va via l’ultimo pezzo degli arancioni storici lasciando un vuoto di relazioni difficile da colmare.
A cura di Redazione Napoli
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Alessandra Clemente
Alessandra Clemente

L'addio di Attilio Auricchio a Palazzo San Giacomo è senza dubbio un vero terremoto. Non inaspettato, visto che tra l'ex capo di gabinetto e direttore generale del Comune di Napoli e Luigi de Magistris i rapporti erano ormai gelidi da più di un mese.  Da un lato l'accordo per le elezioni suppletive con il Pd con la candidatura di Sandro Ruotolo al Senato, le cui modalità non sono andate giù al primo cittadini, dall'altro l'influenza sempre crescente del blocco di uomini e donne legato ad Alessandra Clemente che da tempo ha scalato tutte le gerarchie interne al mondo dell'amministrazione De Magistris facendo rotolare le teste di tutti gli avversari. Il dopo Auricchio al momento è un salto nel vuoto, ma il terremoto interno, iniziato con il rimpasto di giunta del novembre scorso, non è ancora finito. Proprio Alessandra Clemente è destinata a prendere il posto di Enrico Panini nel ruolo di Vice Sindaco.

La Clemente come vice, Del Giudice con un piede fuori dalla giunta

Prima l'ascesa di Federica Capuano, staffista di città metropolitana legata ad Alessandra Clemente, che oggi può essere definita senza dubbio la persona più vicina a Luigi de Magistris, poi le nuove nomine nelle società partecipate come quella di Remo Minopoli alla Mostra d'Oltremare sempre legato all'assessora ai giovani, infine la chiusura del cerchio che porterà proprio Alessandra Clemente a diventare Vice Sindaco al posto dell'assessore al bilancio Enrico Panini. La scalata della giovane assessora è ormai compiuta, i dissapori con l'ex capo di gabinetto Attilio Auricchio sono terminati con le dimissioni di quest'ultimo arrivate dopo un lungo faccia a faccia con Luigi de Magistris. Un colloquio di circa tre ore in cui il primo cittadino ha manifestato la perdita di fiducia nei confronti dell'alfiere di sempre, colui che lo aveva seguito sin dai tempi della carriera in magistratura. Quando il colonnello dei carabinieri ha detto di essere anche pronto alle dimissioni, il Sindaco non ha tergiversato. Stamattina sono arrivate le dimissioni di Auricchio da tutti gli incarichi. Quel ruolo di "gran consigliere" che aveva esercitato per anni è ormai stato preso da Federica Capuano e dal blocco legato ad Alessandra Clemente. Per lei, ormai candidata in pectore di DemA alle prossime elezioni comunali del 2021, si profila un ulteriore avanzamento, diventando ufficialmente il numero due di San Giacomo. Ma i cambi non sono terminati, nelle ultime ore è stato convocato Raffaele Del Giudice, Assessore all'ambiente, scampato al rimpasto di novembre. Nubi cupe sull'operato di Del Giudice, anche dopo l'inchiesta della Procura di Napoli che lo vede indagato insieme ad altri per danno erariale sulla mancata realizzazione degli impianti per il trattamento dei rifiuti. Del Giudice, che è stato anche presidente di Asìa, potrebbe presto lasciare l'incarico di assessore, al suo posto potrebbe entrare il verde Marco Gaudini, che attende da tempo di entrare a Palazzo San Giacomo.

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Con Auricchio via l'ultimo pezzo degli arancioni storici

Quando tutto ebbe inizio, nel 2011, le persone più fidate di Luigi de Magistris erano tre: suo fratello Claudio, Alessandro Nardi e Attilio Auricchio. I tre per tutta la durata del primo mandato hanno ricoperto gli incarichi più importanti, il primo alla guida del partito DemA e come supervisore delle politiche culturali in città, il secondo come vice capo di gabinetto in Comune e poi come capo di gabinetto in Città Metropolitana, Auricchio invece nella stanza accanto al Sindaco ricoprendo gli incarichi di Capo di Gabinetto e direttore generale. Con l'avvio del secondo mandato la guerra tra i tre per chi riuscisse ad avere più influenza è stata feroce e spietata. Il primo a cedere è stato Claudio, che ha cambiato vita e lavoro restando per qualche tempo nell'orbita DemA, travolto anche lui dallo scandalo legato alle autorizzazioni per il matrimonio pacchiano di Tony Colombo. Gli altri due, Nardi e Auricchio se la sono data di santa ragione, giocando anche di sponda con i consiglieri comunali a loro più vicini. E non solo. Da un lato Nardi manteneva i rapporti con un pezzo di imprenditoria cittadina, dall'altro Auricchio spaziava dai consiglieri comunali ad alcuni pezzi dei movimenti della città fino ad arrivare ad un rapporto consolidato con le segreterie dei Ministeri con le quali è stato l'interfaccia del Comune di Napoli per quasi 9 anni. L'ultimo grande evento in ordine di tempo sono state le Universiadi del 2019 in cui Auricchio ha rappresentato direttamente il Comune su tutti i tavoli. Con il rimpasto dell'ottobre 2018, Nardi ha perso la battaglia interna finendo per alcuni mesi alla Mostra d'Oltremare per poi uscire di scena. L'ex capo di gabinetto ha pesantemente influito sul rimpasto del novembre scorso diventando determinante per decidere i cambi e i nuovi ingressi. Ma quando il suo potere sembrava all'apice, il blocco legato ad Alessandra Clemente ha iniziato a scalare posizioni. Il resto è cronaca di queste ore. All'ultima cena con De Magistris, Auricchio è arrivato sereno, forte di un rapporto più che decennale. Davanti però si è trovato una persona che oggi ha ben altri punti di riferimento. Il "vuoto" principale lasciato da Auricchio è proprio nel rapporto con il governo centrale e con le altre forze politiche. L'accusa che gli viene mossa è quella di aver proposto, nella discussione con il Pd per le elezioni suppletive, la candidatura dello stesso De Magistris, fatto che avrebbe portato ad imminenti elezioni al Comune di Napoli. Si trattò di una ipotesi, come tante che emersero in quei giorni e che in ogni caso fu scartata dal Partito Democratico. Per De Magistris quello fu un"tradimento", sufficiente a far venire meno un rapporto di fiducia.

Dubbi sulla nomina del nuovo capo di gabinetto

Ernesto Pollice, staffista dell'assessorato al bilancio, stimato professionista, è stato indicato come nuovo capo di gabinetto nel comunicato ufficiale del Comune di Napoli diramato in mattinata. Ma la sua nomina è tutt'altro che certa. Pollice attualmente ricopre un incarico part time presso il Comune di Napoli, svolgendo anche attività di tipo professionale. Il regolamento comunale e il testo unico per gli enti locali impongono invece requisiti differenti. In un incontro che si è tenuto oggi tra il primo cittadino e il tecnico sono emersi non pochi problemi burocratici riguardo alla nomina. Ne è un indizio il passaggio del comunicato ufficiale del Comune in cui si dice di : "aver avviato l'iter per la nomina di Ernesto Pollice come capo di gabinetto". Un iter non semplice. Potrebbe addirittura essere necessario il cambio del regolamento comunale che può avvenire solo in consiglio comunale, un'assise che non si riunisce dallo scorso 21 gennaio, quando fu sospeso prima ancora dell'inizio della discussione per la proteste delle opposizioni dovuta all'assenza del Sindaco in aula. Il tema del nuovo capo di gabinetto resta aperto tra i corridoi di San Giacomo si fa il nome di Alberto Corona, proprio il capo staff di Alessandra Clemente, che in caso di difficoltà burocratiche insormontabili, potrebbe ricevere la nomina al posto di Pollice. Chiunque prenderà il posto di Auricchio dovrà ricostruire i rapporti con il governo, con i Ministeri e con le altre forze politiche. Il tutto nei pochi mesi che ci separano dalle prossime elezioni comunali. Un compito quanto mai arduo.

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