Ci vorrà un po' di tempo, occorrerà far sedimentare la mezcla di paura, ego e autoritarismo affinché si veda finalmente di che colore è il brodo in cui, in Campania, stiamo cuocendo a fuoco lento come rane. Una cosa è chiara fin d'ora: non c'è stato alcun miracolo nella gestione della pandemia da Coronavirus in Campania. Vincenzo De Luca non è il re taumaturgo, quando sostiene «abbiamo fatto miracoli» semplicemente dice una bugia a scopo di propaganda politico- elettorale.

È il 25 giugno, l'emergenza Covid-19 in Italia è scattata a marzo con le draconiane misure adottate dal Governo. Da allora è stato un crescendo: chiunque, dall'ultimo volontario con una pettorina catarifrangente al presidente della Regione ha voluto e potuto dire la qualunque in nome della lotta al nemico comune e invisibile: il Nuovo Coronavirus. Oggi siamo in Fase 3, abbiamo ancora la strizza perché ipotizziamo una ripresa dei contagi a settembre-ottobre, ma nel frattempo è finito il blocco delle attività, la mascherina è calata e con essa è calata anche la maschera sulle tante inefficienze nazionali e locali. Puntiamo il faro sulla Campania: in questi giorni la regione che ha fatto meno tamponi di tutte le grandi regioni d'Italia vive la paura di un focolaio di Covid a Mondragone (Caserta). De Luca se la prende con la Bulgaria, invoca l'esercito e la polizia e domani, venerdì 26, nella sua settimanale diretta social via Facebook farà sicuramente fuoco e fiamme. Perché c'è sempre un nemico, c'è sempre qualcuno da colpire, un aggettivo da affibbiare, altrimenti lo show si inceppa e non fa avanti la campagna elettorale del Sultano della Paura.  «Il pericolo di un'unica storia» citando Ngozi Adichie, è reale nel caso di Vincenzo De Luca.

Sulla gestione dell'emergenza Coronavirus in Campania, parlano le inchieste, parlano le carte, parlano le notizie: il "veggente degli appalti" all'Ospedale del Mare documentato da Fanpage.it imbarazza la Regione Campania, i suoi dirigenti, l'Asl Napoli 1 nella persona del suo capo, Ciro Verdoliva e gli alleati dell'ex sindaco di Salerno, in primis il Partito Democratico della Campania e Italia Viva di Matteo Renzi.

Nessun miracolo, nessun capolavoro di buona gestione amministrativa: bisogna dirlo ora, senza puntare al fatto che il tempo è galantuomo. Perché, se è vero com'è vero che la storia la scrivono i vincitori, che il potere distorce a suo piacimento le vicende e la loro percezione, allora è giusto far oggi i conti con queste realtà. La prima è che la risposta securitaria alla pandemia in Campania è fallita (Mondragone insegna, ma non solo) e ci siamo salvati soprattutto per la paura di finire nel terrificante meccanismo della sanità regionale.  La seconda realtà è che ci sono molte ombre di tipo procedurale e amministrativo sulla gestione dei soldi in tempo di emergenza sanitaria Covid-19 in Campania. E su quest'ultimo aspetto occorrerà capire chi ha riso e chi ha pianto durante i giorni del contagio nella nostra regione.