Indagini a tappeto della Procura di Napoli per stabilire le cause che hanno portato al disastro ferroviario della metropolitana Linea 1 avvenuto questa mattina. Nel mirino degli inquirenti le scatole nere, tecnicamente “registratori di corsa”, che si trovano a bordo dei tre treni coinvolti nel tamponamento a catena. Nonché i dati raccolti all'interno della Centrale Operativa di Piscinola. Le indagini sono state delegate ai carabinieri. L'attività investigativa, coordinata dalla Procura di Napoli, è finalizzata all'individuazione delle cause di quanto successo, se si è trattato di un errore umano o se si è verificato un guasto nel sistema che regola la circolazione dei convogli. Contemporaneamente è scattata anche l'inchiesta amministrativa interna dell'azienda Anm, dove è già stata richiesta una relazione tecnica sui fatti.

Circolazione ferma, al vaglio piano per riaprire fino a Dante

La circolazione dei convogli, intanto, è stata sospesa su tutta la tratta della Linea 1, su disposizione dell'autorità giudiziaria. Ci sono 16 feriti, 4 dei quali ricoverati, compreso il macchinista Difficile dire al momento quando potrà riprendere la circolazione. I tempi e le modalità dipenderanno molto anche dai magistrati, che potrebbero decidere di tenere sequestrati i convogli per ulteriori accertamenti, in attesa delle perizie tecniche. L'Anm sta già studiando un piano per la ripresa dell'esercizio che potrebbe avvenire in modalità ridotta, con la circolazione limitata tra Piscinola e piazza Dante, a causa della scarsa disponibilità di convogli. Sulla vicenda potrebbe intervenire anche il ministero dei Trasporti, attraverso l'ufficio responsabile della sicurezza Ustif.

Rebus riparazioni, mancano i pezzi di ricambio

I treni funzionanti infatti sono solo 8-9. Dopo l'incidente ferroviario, il numero di quelli disponibili è sceso a 6, sufficiente solo per coprire metà della tratta. La ripresa del servizio a pieno regime, fino a piazza Garibaldi, quindi, sarà dettata dai tempi dell'inchiesta, ma anche delle riparazioni e della disponibilità di pezzi di ricambio non facili da reperire sul mercato. I treni della Linea 1, infatti, risalgono anche al 1992. Molti pezzi sostitutivi non si trovano più in commercio e vanno fatti su misura. Per accelerare la ripresa l'Anm sta valutando di utilizzare elementi dai treni attualmente fermi in deposito per manutenzione.

"In attesa di conoscere la dinamica dell'incidente di stamattina – afferma Marco Sansone del Coordinamento Regionale USB Lavoro Privato – vorremmo sapere come sia possibile che la metropolitana Linea 1 di Napoli, dotata di tutti i sistemi tecnologicamente all'avanguardia per garantire la sicurezza dell'esercizio, possa essere vittima di un presunto errore umano. Secondo le procedure, infatti, anche qualora il macchinista non si fosse accorto dell'eventuale segnale di stop, il sistema di sicurezza avrebbe dovuto prevedere il fermo del treno. Come Unione Sindacale di Base – continua Sansone – denunciamo quotidianamente lo stress e le condizioni a cui sono sottoposti lavoratori ed utenti del trasporto pubblico locale a Napoli. Fa male – conclude Sansone – constatare il clima di odio nei riguardi dei lavoratori dell'ANM che si sta evidenziando in queste ore sui social, persino dopo un incidente che sarebbe potuto costare vite umane. La responsabilità inequivocabile di questo è di chi, da troppo tempo, discredita e getta fango sulla categoria per distrarre l'opinione pubblica dal suo fallimento gestionale".

"L'incidente accaduto stamattina sulla Linea 1 del metrò – dichiara Francesco Falco, segretario regionale Faisa Cisal – che ha visto coinvolto il convoglio che ha effettuato la prima corsa sulla tratta Piscinola-Garibaldi, non è imputabile a carenza dei sistemi di sicurezza presenti sulla linea, che, essendo una ferrovia di recente costruzione, sono all'avanguardia. L'uscita dal deposito di altri convogli per essere immessi in linea è avvenuta nello stesso modo in cui avviene tutte le mattine. Le cause vanno accertate. La speculazione politica o sindacale va respinta". 

"L'incidente è un fatto gravissimo – commenta il presidente della commissione Trasporti del Comune di Napoli, Nino Simeone  – Ho constatato personalmente l'immediatezza degli interventi da parte di tutti i soggetti preposti e delle forze dell'ordine, che ringrazio. Sono in atto tutte le verifiche necessarie dell'azienda e della magistratura e siamo in attesa di conoscerne gli esiti. Mi auguro che nessuno strumentalizzi questo episodio, seppur grave, e il mio pensiero va innanzitutto ai passeggeri che hanno vissuto questa bruttissima esperienza, al personale coinvolto nell'incidente ed ai tanti lavoratori del comparto Metro di ANM, dai quali mi aspetto, per competenze e capacità professionali, l'ennesimo sforzo per rimettere in esercizio i treni necessari a garantire alla città di Napoli il fondamentale servizio della metropolitana".

"Esprimiamo profonda vicinanza ai feriti del terribile – affermano Fulvio Fasano ed Eduardo Leongito, segretari di Napoli e Campania della Ugl Autoferrotranvieri. "Siamo accanto – dichiara il segretario nazionale Ugl Autoferrotranvieri, Fabio Millochalle persone coinvolte, alle loro famiglie, all'utenza ed ai nostri colleghi macchinisti: abbiamo sempre fatto della sicurezza un asse portante di ogni nostra battaglia sindacale, come d'altronde nelle indicazioni e nelle sensibilità sempre dimostrate dalla nostra Confederazione e dal nostro segretario generale, rammentando sempre alle Istituzioni tutte, come alle parti datoriali che non si può parlare di sicurezza soltanto dopo che si sono verificati degli incidenti, come quello terribile di ieri a Milano in cui ha perso la vita un operaio impiegato sui lavori della
metropolitana, ma che i concetti di safety e security debbano essere una priorità assoluta ed irrinunciabile, strettamente legata al senso stesso di trasporto pubblico locale".