È stato iscritto nel registro degli indagati uno dei macchinisti dell'Anm coinvolti nell'incidente tra tre convogli della metropolitana di Napoli, avvenuto lo scorso 14 gennaio e per via del quale la tratta della Linea 1 è ancora limitata. Si tratta di un atto dovuto, per poter procedere con accertamenti irripetibili volti a valutare i sistemi frenanti dei convogli e i sistemi di sicurezza. I reati ipotizzati dagli inquirenti, il sostituto procuratore Michele Caroppoli e il procuratore aggiunto Simona Di Monte, sono disastro ferroviario e lesioni colpose. Nei giorni scorsi era stato sequestrato il telefono cellulare del macchinista indagato, per verificare se al momento dell'incidente l'uomo lo stesse utilizzando e si fosse per questo motivo distratto, e alcuni dirigenti dell'Anm sono stati ascoltati come persone informate dei fatti.

L'incidente era avvenuto intorno alle 7 del mattino del 14 gennaio; un convoglio proveniente dal deposito si era scontrato con un altro che era sullo stesso binario e aveva colpito anche un terzo che proveniva dalla direzione opposta; nel bilancio finale poco meno di 20 feriti, ma tutti per fortuna lievi.

Al momento gli inquirenti non escludono che l'incidente possa essere stato causato da un errore umano, anche se, parallelamente, sono in corso anche accertamenti sul materiale rotabile e sulle motrici per verificare il funzionamento di tutta la linea della metropolitana. Fino al dissequestro del tratto interessato dall'incidente (avvenuto vicino alla stazione Piscinola), la Linea 1 funzionerà esclusivamente sulla tratta dalla stazione di Colli Aminei a quella di Garibaldi, sono quindi inutilizzabili quelle di Piscinola, Chiaiano e Frullone. Due giorni fa il sindaco Luigi De Magistris aveva spiegato che il dissequestro potrebbe arrivare entro pochi giorni, "forse già in settimana".