Aver potere non di convocare elezioni ma di farle fallire, sembra la caratteristica alla Jep Gambardella del Partito Democratico di Napoli. Dopo le primarie del 2011 e quelle del 2016, finite a suon di ricorsi e video imbarazzanti, ora tocca al congresso provinciale di un partito che in Campania annovera il record dei commissariamenti e dei ‘tutoraggi'. La Grande Schifezza andata in scena nel weekend precedente le elezioni di oggi (ma ci sono davvero, oggi, 12 novembre, le elezioni per il congresso Pd Napoli?) sa di email strategiche, di dichiarazioni fuori tempo massimo, di proteste ad hoc e di circoli di partito che come le tre scimmiette non vedono, non sentono e non parlano.

Cosa è accaduto? Sabato 11 novembre c'è stata una conferenza stampa di Nicola Oddati. Egli è uno dei tre candidati alla segreteria provinciale Dem, sostenuto da Vincenzo De Luca e non dai renziani – gli altri sono Tommaso Ederoclite renziano ma non sostenuto da tutti i renziani e Massimo Costa area Andrea Orlando, sostenuto da quei potentati di partito che non sono contro Renzi (ma vogliono far vedere quanto contano) e non si schierano con De Luca. Nella sua conferenza stampa Oddati ha chiesto il rinvio delle elezioni nei circoli a Napoli e provincia. Motivo? Oddati contesta il numero degli iscritti certificati al Pd e quello di coloro che hanno diritto al voto. Non solo quelli certificati quest'anno, ma pure quelli del 2016.  «Togliete il mio nome dalla scheda» dice colui che dei tre candidati, va detto, è quello con meno sostegno di tessere e più voglia di scassare la pazziella .  Apriti cielo.

Ore 23 di sabato 11. C'è chi si gode il weekend, ma non è un dirigente Pd. Il vicesegretario del Partito Democratico Maurizio Martina spedisce una mail che rinvia il congresso napoletano di una settimana.  «A seguito delle valutazioni politiche emerse in ambito nazionale si ritiene opportuno chiedere il posticipo dei congressi di circolo per il congresso della federazione provinciale di Napoli». Così dice  ad Alberto Losacco, il tutor inviato a Napoli per vigilare sulle elezioni provinciali.

Dunque elezioni il 19 novembre? Macché. Tenera è la notte per i dirigenti Democratici. È mattina e le febbrili consultazioni partoriscono una nuova mail, stavolta inviata da  Andrea Rossi,  responsabile nazionale organizzazione: «I congressi per l'elezione degli organismi di circolo e per l'elezione del segretario e dell'assemblea provinciale di Napoli si svolgeranno regolarmente nella giornata di oggi domenica 12 novembre». Il problema è tutto politico e fonti del Nazareno assicurano a Fanpage.it che è stata una indicazione del segretario nazionale Matteo Renzi quella di far intervenire Rossi che smentisce il suo vicesegretario.

Intanto nei  gruppi Whatsapp dei candidati i commenti si susseguono. In quello di Oddati, riservato agli organizzatori della sua campagna, è lo stesso ex assessore che si lascia andare ad un commento durissimo nei confronti del giovane Ederoclite – che tuttavia in questo periodo ha sempre usato toni corretti – probabilmente dettato dal forte stress di queste ore. Nemmeno la fede interista (entrambi sono supporter nerazzurri) può avvicinare i rappresentanti di due delle facce di un partito a Napoli così frammentato da somigliare più ad una guerra civile che ad una forza politica candidata a governare.

A Palazzo Santa Lucia oggi non c'è Vincenzo De Luca che è nella sua magione di Salerno ma i fedelissimi del presidente della Regione Campania assicurano che il governatore sta gongolando: sperava nel caos ed è stato accontentato. Vuole accreditarsi come unico referente politico serio agli occhi del nazionale, voleva dare una spallata ai suoi oppositori interni in Campania. Lo ha fatto. Ma a quale prezzo?

Dunque cosa succede ora? Vale la parola di Martina o quella di Rossi? In alcuni circoli importanti si sta votando, come quello di Bagnoli (segretario Nazareno Pecoraro) o quello di Miano come assicura l'ex senatrice Graziella Pagano.  Si vota pure nei renzianissimi circoli di Pomigliano d'Arco ed Ercolano, la città di Ciro Bonajuto il prediletto renziano che ieri, tragedie Pd a parte, ha festeggiato i suoi 40 anni con un superparty alla presenza della sottosegretaria Maria Elena Boschi. E quindi il responso emerso dalle urne di questi pochi circoli votanti varrà come voto finale? O si sommerà a quelli che invece voteranno la prossima settimana come ha chiesto ieri Martina? O varranno solo questi ultimi? Insomma, comunque vada sarà un disastro.