La Corte dei Conti indaga sullo stadio Collana, sulla legittimità del contratto di gestione e sull'uso dei fondi delle Universiadi 2019 per ristrutturarlo. Inchiesta condotta da un pool di magistrati che vede a capo il Procuratore Generale della Campania Michele Oricchio, coadiuvato dai pm contabili Ferruccio Capalbo e Davide Vitale, ed è stata delegata alla Guardia di Finanza di Napoli. Nel mirino della magistratura contabile due nodi. Primo, l'ipotesi che il canone di concessione da quasi 3 milioni di euro che la Giano srl dovrebbe versare alla Regione sia stato invece azzerato all'atto della stipula del contratto, avvenuta recentemente, in cambio della rinuncia della società a gestire gli spazi esterni. Secondo punto da chiarire, come siano stati spesi i fondi delle Universiadi destinati a ristrutturare lo stadio, visto che alcune parti della struttura, come gli spalti che affacciano su Vico Acitillo o la piscina interna, ad oggi non sono state riqualificate. L'inchiesta della Corte dei Conti è parallela ad un'altra indagine, questa volta della Procura ordinaria, per un presunto abuso d'ufficio per la riqualificazione e la gestione dell'impianto.

Universiadi 2019, Corte dei Conti indaga

Se le ipotesi investigative dovessero essere confermate le conseguenze per il Collana, storico impianto sportivo del Vomero di proprietà della Regione Campania, potrebbero essere disastrose e si potrebbe rischiare un danno erariale stimato tra i 2 e i 3 milioni di euro, per i mancati incassi dai canoni da parte della Regione per i prossimi 15 anni e indirettamente per i lavori non eseguiti. Non solo, perché si rischierebbe di mettere in dubbio anche la gara già fatta. Altri concorrenti potrebbero eventualmente fare ricorso. E lo stadio, chiuso da due anni a causa di un lungo contenzioso, potrebbe restare paralizzato per molto altro tempo subito dopo le Universiadi con un grosso danno per la città.

Proprio per scongiurare questi rischi, è scattato l'intervento preventivo della Procura Contabile, che si è mossa dopo aver acquisito le segnalazioni di alcune associazioni civiche – tra queste il Comitato per la Vivibilità Cittadina, presieduto dall'avvocato Gennaro Esposito – per far luce sulla vicenda e preservare un immobile di grande pregio, patrimonio della città. A preoccupare, c'è anche il fatto che la struttura è ad oggi ancora inservibile e si teme che possa esserlo anche in futuro dopo la fine delle Universiadi.

Universiadi 2019: lo stadio Collana

La situazione attuale dello Stadio Collana è molto particolare. L'impianto era stato gestito dal Comune di Napoli fino alla fine del 2016. In quel periodo la Giano aveva presentato in Comune un progetto di gestione dell'impianto, in cambio del restyling, in base alla legge sugli Stadi. Palazzo San Giacomo aveva dato l'ok. Anche la Regione, però, aveva pubblicato un bando di gara per la gestione. La gara regionale fu sospesa per conciliare le due cose. Nel frattempo, lo stadio, dove peraltro si erano verificati anche alcuni cedimenti, dall'inizio del 2017 è rimasto chiuso al pubblico. La battaglia sull'affidamento è finita poi al tribunale amministrativo. La Giano, dopo una prima bocciatura al Tar, ha avuto ragione in Consiglio di Stato. Avrebbe, quindi, dovuto cominciare a gestire l'impianto. Ma l'affidamento è stato sospeso dalla Regione provvisoriamente in vista delle Universiadi. Per accelerare i tempi, Palazzo Santa Lucia ha deciso di sospendere l'esecuzione della concessione, e affidare l'impianto provvisoriamente all'Aru, l'Agenzia Regionale per l'Universiade 2019 per avviare subito i lavori indispensabili a rendere lo stadio agibile per l'evento sportivo che inizierà il 3 luglio.

‘Malagestio' nei lavori al Collana per le Universiadi?

Solo recentemente, tuttavia, è stato stipulato il contratto di convenzione, afferente la concessione della gestione e dell'affidamento dello stadio Collana, tra la Regione e la Giano. La Corte dei Conti vuole fare luce su quel documento. In particolare, come riportato dalle segnalazioni agli atti, sulla possibilità che il contratto possa essere stato modificato con l'azzeramento degli oneri concessori: in pratica il canone di affitto da 3 milioni, in cambio della rinuncia di Giano alla gestione degli spazi esterni che potevano essere usati come attività commerciali. L'ipotesi, in questo caso, sarebbe di “malagestio”, perché non sarebbe stato rispettato il contratto alle condizioni previste dal bando di gara. Una situazione che andrebbe a svantaggio non solo della struttura che potrebbe essere lasciata all'abbandono per molti anni, a causa di possibili ulteriori contenziosi, ma anche della Regione Campania che non incasserebbe più i canoni previsti.

Il secondo punto, come detto, riguarda invece i lavori di riqualificazione del Collana che dovevano essere fatti per le Universiadi. Soldi pubblici pari a circa 7 milioni di euro. L'indagine mira a verificare se i fondi dell'Aru per rimettere a posto lo stadio siano stati ben spesi. Tra le opere realizzate ci sono sicuramente il manto erboso e la pista. Ma i fari sono puntati su altre aree, come gli spalti sul lato di Vico Acitillo, che adesso invece sono stati solo messi in sicurezza, con le reti sia all'interno che all'esterno, nonché la piscina, che non sarebbe stata ultimata.