Ciro Di Marzio – Marco D’Amore
in foto: Ciro Di Marzio – Marco D’Amore

Il personaggio di Ciro Di Marzio, "l'Immortale", è uno dei più carismatici e sicuramente accattivanti di Gomorra – La serie. Ma, come accaduto per altri protagonisti, il suo copione è stato scritto attingendo dalla realtà. Prendendo spunto dai fatti di cronaca, in particolare dalla Faida di Scampia, per costruire un personaggio che possa incarnare il prototipo del camorrista per cui lo spettatore possa un attimo prima parteggiare e un attimo dopo possa odiarlo. Ma a chi si sono ispirati gli autori per creare il personaggio di Ciro Di Marzio?

Non c'è un modello di riferimento preciso. Piuttosto, e questo diventa evidente seguendo l'evolversi del personaggio lungo le puntate della serie televisiva, l'Immortale incarna alcuni dei più feroci protagonisti della Faida di Scampia e dei personaggi di spessore del panorama camorristico di Secondigliano e dell'area Nord di Napoli, a cui sono state aggiunte quelle caratteristiche di intelligenza e doti strategiche per farne un personaggio di primo piano.

La base di Ciro l'Immortale è Gennaro Marino, boss delle Case Celesti

Gennaro Marino McKay
in foto: Gennaro Marino McKay

L'ispirazione per la costruzione del personaggio di Ciro Di Marzio potrebbe essere stata Gennaro Marino, boss delle Case Celesti di Secondigliano, all'epoca la principale piazza di spaccio dell'area nord. È il fratello di Gaetano Marino, ex marito di Tina Rispoli, ucciso nel 2012 a Terracina. Alcune parti della trama combaciano: la scalata nel clan e la vicinanza al boss, la scissione dal clan principale dei Savastano/Di Lauro, la creazione di un gruppo semi autonomo. Lungo la storia, però, le vicende si discostano da quelle di Genny McKay, evidenziando che il personaggio è stato costruito senza seguire una struttura precisa, in modo da attingere ma senza ricalcare del tutto.

Il nipote di Genny McKay, figlio del fratello Gaetano, ha interpretato una parte in Gomorra – La serie: è il bambino a cui Gabriele "il Principe" regala un orologio nella scena in cui porta giocattoli ai bambini del quartiere.

Ciro di Marzio come Ugo De Lucia, l'assassino di Gelsomina Verde

Gelsomina Verde, vittima innocente di camorra
in foto: Gelsomina Verde, vittima innocente di camorra

Quando Ciro Di Marzio rapisce, per poi torturare e uccidere, la fidanzata di Danielino, la storia raccontata è quella dell'omicidio di Gelsomina Verde, sicuramente il più cruento della Faida perché la vittima non solo non aveva legami con la camorra ma era anche una ragazza: aveva solo 22 anni. La sequestrarono e la torturarono per farle rivelare il nascondiglio di un ragazzo che lei in passato aveva frequentato e con cui, tra l'altro, non aveva più contatti. Successivamente il giovane era entrato tra le fila degli Scissionisti, i killer dei Di Lauro rapirono Gelsomina per arrivare a lui. Nel gennaio 2019 la Cassazione ha confermato l'ergastolo per Ugo De Lucia.

Ciro Di Marzio "immortale" come Domenico Gargiulo, obiettivo dei sicari di Lino Romano

Lino Romano, vittima innocente
in foto: Lino Romano, vittima innocente

Il soprannome di Ciro Di Marzio non arriva dall'abilità a non farsi ammazzare ma da un episodio che risale a quando era ancora un bambino: il palazzo dove si trovava la sua abitazione crollò durante il terremoto dell'Irpina del 1980 e fu l'unico sopravvissuto. Ma tra Scampia e Secondigliano c'era un altro "Immortale", che questo appellativo se l'era guadagnato per il numero di volte in cui era sfuggito agli agguati dei rivali. I sicari di camorra avevano provato a uccidere Domenico Gargiulo almeno tre volte, ma lui ne era uscito sempre illeso.

Lo hanno trovato senza vita in un bagagliaio agli inizi di settembre 2019. Sul corpo "Sicc ‘e penniello" si era fatto tatuare una data: 15 ottobre 2012. Era il giorno in cui la batteria di fuoco del gruppo della Vanella Grassi lo aspettò sotto un palazzo, sparando sul primo ragazzo che uscì dal portone e uccidendo l'innocente Lino Romano. Anche questo omicidio è stato trasportato sullo schermo durante Gomorra – La serie: è quello in cui i killer tentano di uccidere Lelluccio Magliocca, il figlio di Scianel, ma sparano a un'altra persona.

In conclusione, Ciro l'Immortale è una sorta di summa, è stato modellato articolando resoconti di camorra e storie di feroci criminali, per dare spessore a un personaggio tormentato con una storia che verrà raccontata col film "L'immortale", nelle sale dal 5 dicembre 2019.