Monetine distribuite davanti ai seggi, sedi presidiate dai ‘signori' delle preferenze che indicano agli elettori chi votare, spoglio vergognoso con risse, urla e schede strappate senza motivo. Le primarie 2019 del Partito Democratico a Napoli si macchiano di irregolarità e si coprono di ridicolo per l'ennesima volta.

È una coazione a ripetere, un caso patologico: nel 2011 i "cinesi" chiamati a votare, nel 2016 le monetine distribuite fuori ai seggi, nel 2017 gli immigrati prelevati dai centri d'accoglienza e portati a votare. E nel 2019? Anche stavolta, le stesse identiche scene e (quasi) le stesse persone in campo, ancora una volta immortalate dai giornalisti di Fanpage.it, con le telecamere nascoste, durante le operazioni di voto e di spoglio di domenica 3 marzo, il giorno in cui si sono sfidati per la leadership nazionale del Pd Nicola Zingaretti, Maurizio Martina e Roberto Giachetti e contemporaneamente si doveva scegliere anche il segretario regionale Pd Campania.

Errare humanum est, perseverare autem diabolicum, dunque. «Ti faccio un mazzo tanto!»; «Metti la croce qua…»; «ti do i 2 euro appena entrate»; «hai il documento? Ti faccio votare io…».  Frasi che appartengono al lessico della peggiore politica, quella del dare-avere, dello scambio e del ‘piacere' che prima ricevi e poi dovrai restituire. Ancora una volta il Pd a Napoli mostra i suoi mali cronici, rappresentati da personaggi che hanno col fu partito di governo, oggi all'opposizione del governo Lega-M5S, un legame storico, mai reciso.

Seggio San Carlo, corso Amedeo di Savoia: Michele Padulano, consigliere municipale di DeMa, il partito di Napoli Luigi De Magistris (che è anti-Pd, almeno così pare) è il figlio della persona che controlla i partecipanti al voto, annotandoli in un registro. Li, in quel seggio, viene indicato agli elettori di esprimere la preferenza per Pantaleone – Leo – Annunziata, candidato alla segreteria regionale PD, sostenuto da Vincenzo De Luca e  dal capogruppo in Regione Mario Casillo, nella mozione pro Maurizio Martina.

A Scampia, in via Micheluzzi è il momento dello show di tale Ciro Froncillo. Un personaggio che abbiamo imparato a conoscere bene: nel 2017 si rese protagonista di una aggressione alla troupe di Fanpage.it impegnata sempre sul fronte delle primarie e per questo è stato rinviato a processo. A Scampia è tutto un fiorire si monetine da 2 euro. Perché 2 euro? È l'obolo minimo necessario per prendere parte alla primarie Dem. Se si fa parte di quegli elettori che sono giunti ai seggi perché realmente motivati, quella monetina arriva ovviamente dalla tasca del militante/simpatizzante. Ma se si fa parte delle cosiddette truppe cammellate, chiamate dai signori delle correnti e delle preferenze per far numero, ecco che il ‘kit dell'elettore' prevede una chiara indicazione di voto e anche la moneta da versare. In spregio ad ogni regola di correttezza nelle consultazioni.

Torniamo a Froncillo. Nel video di Fanpage.it lo troviamo insieme alla figlia Rita, consigliera di Municipalità, ma senza ruolo in quel momento, presente durante le operazioni di spoglio delle schede. Ad un certo punto un altro scrutatore evidenzia un problema e viene letteralmente aggredito e minacciato. Come finisce? Che a fine spoglio risultano 2 schede in più. E come si risolve il problema? Semplicemente facendo sparire le due preferenze. Stracciando le schede. Un gesto gravissimo materialmente e simbolicamente.

Ponticelli, via Atripaldi. È il regno di Aniello Esposito, per gli amici Bobo‘, capogruppo PD al consiglio comunale di Napoli. Bobo' è un tipo pratico che non sopporta la burocrazia: «La tieni la scheda elettorale? Lo tieni il documento? Ti faccio votare io …» dice spavaldo ad un votante. E poi, allontanandosi, sussurra ad una persona indicando un reporter poco lontano: "Quelli sono di Fanpage".

E la domanda sorge spontanea: se lo sapevate, se lo temevate, che per la terza volta in pochi anni il voto potesse essere ‘monitorato' dai giornalisti e nonostante ciò avete continuato a fare quel che si vede, è forse perché non ne potete fare a meno? Perché è il vostro unico modo di fare politica? Perché i cambiamenti iniziano a Roma ma poi si fermano alla periferia dell'impero? Quante vicende, molte domande, direbbe il lettore-operaio di Brecht.